Ha avuto risvolti e una appendice anche in provincia di Latina l'operazione condotta dal Gico della Guardia di Finanza che ha portato ad una perquisizione in una società con la sede a Sermoneta e ad una perquisizione in casa di un uomo di 62 anni e che è stato indagato a piede libero.  Al termine degli accertamenti nei confronti delle persone sottoposte alla misura restrittiva, sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, usura, estorsione e poi esercizio abusivo dell'attività finanziaria.  E poi truffa aggravata ai danni dello Stato, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni al fine di eludere la normativa antimafia in materia di prevenzione patrimoniale.  L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta della Procura Antimafia di Roma e l'operazione è stata denominata Terza Età e le attività degli investigatori del Gico e del Nucleo di Polizia economico finanziaria anche con appostamenti, pedinamenti e accertamenti economico - patrimoniali  «Hanno rivelato come la famiglia Licenziato (Mario e i figli Mauro e Gianluca), coadiuvata dagli indagati Domenico Mastrosanti e Anna Maria Liguori oltre a Danilo Del Veccho ed Elvis Hudorovich grazie alla disponibilità di consistenti capitali, fossero specializzati in «Sistematiche e abusive operazioni di finanziamento nei confronti di un'ampia platea di soggetti, per lo più imprenditori in gravi difficoltà economiche, ricorrendo in alcuni casi a violenze o minacce per ottenere la restituzione delle somme elargite o appropriandosi coattivamente di beni dei debitori a parziale storno dei crediti vantati.  I tassi medi applicati oscillavano tra il 90% ed il 180% annuo – di qui la loro natura usuraria – con punte del 570%», ha fatto sapere la Guardia di Finanza in una nota. Inoltre i finanzieri sono riusciti a risalire anche ad un uso sistematico di teste di legno che venivano utilizzate sempre più spesso nella gestione di imprese attive nel commercio di auto e nel settore delle strutture di ricezione per anziani.  Inoltre le indagini hanno portato anche all'estero e nella Repubblica Ceca e in particolare in una lussuosa struttura alberghiera che si trova nel centro di Praga e che è stata sequestrata e proprio su questo fronte sono in corso le attività di rogatoria.