Le mani in tasca nel momento più toccante della festa, quasi a voler cercare le parole giuste per salutare tutti dopo 25 anni trascorsi sempre qui: tra piazza Buozzi e via Ezio. Quando stava parlando e ha incrociato gli occhi di tanti colleghi, probabilmente si è alzato un piccolo muro: quello dei ricordi e si è srotolata una lunga pellicola della carriera da magistrato. I processi da preparare e da condurre, come quello del duplice delitto dei due fidanzatini di Cori, dell'omicidio di piazza Moro, oppure il processo Good Year. Le Corti d'Assise, i fascicoli, gli orari. Anzi i non orari come può avere soltanto un magistrato. «Iniziavamo alle 8 di mattina e tornavamo a casa alle 9 di sera», ha ricordato.  Ieri nell'aula della Procura intitolata a Paolo Borsellino, il pubblico ministero Gregorio Capasso ha ripercorso un pezzo di storia giudiziaria della provincia di Latina e ha salutato tutti perché andrà via da Latina e sarà il nuovo Procuratore Capo di Tempio Pausania, in Sardegna, in un territorio difficile e un ufficio gravato da criticità. E' un incarico che presenta diverse insidie ma che per il magistrato pontino rappresenta una nuova sfida, molto stimolante.  «E' un momento professionale importante per il collega - ha detto il Procuratore Capo Andrea De Gasperis - anche se troverà un ufficio con molti problemi sono convinto che sarà in grado di affrontarli come sempre ha fatto e a risolverli». Anche il presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti ha sottolineato il carattere della toga pontina ma anche le qualità umane. «E' una persona che ha grandi capacità di integrarsi sul territorio, ricordo quando era in Calabria a fare il pm e fu il primo ad utilizzare le intercettazioni ambientali in una indagine contro una cosca. E' chiaro che con la sua partenza perdiamo un punto di riferimento ma a lui piacciono tanto le sfide». Il presidente dell'Ordine degli Avvocati Gianni Lauretti ha ribadito che Capasso porterà lustro al territorio pontino e ha messo in rilievo il rapporto corretto e leale. «E' stato un privilegio conoscerlo». Il Presidente della Camera Penale Domenico Oropallo ha ricordato che Capasso ha simboleggiato un segno di grande disponibilità per l'avvocatura, l'avvocato Leone Zeppieri ha ricordato i processi, sia da avversario che nella veste di parte civile e le condivisioni ad esempio delle lunghe attese, anche di dieci ore,  per le sentenze durante interminabili camere di consiglio.  «Sono ricordi che segnano l'animo umano», ha aggiunto, mentre  il collega Corrado de Simone ha ripercorso invece i tempi del processo Good Year mentre il magistrato Vincenzo Saveriano, collega di Capasso, ha messo in luce la lealtà e la bontà del pm, un valore da scoprire con il tempo.  In chiusura i saluti della segretaria Letizia Belfiore e poi la parola è passata proprio al magistrato pontino. «Abbiamo contribuito a scrivere la storia insieme - ha detto a tutti - quando sono arrivato qui eravamo quattro magistrati in servizio e adesso questo è un ufficio giudiziario importante. Quello che conta anche nel nostro lavoro è il cuore e poi l'equilibrio, il garbo e la prudenza. Oggi e in questo momento i miei sentimenti sono contraddittori: da un lato c'è il dispiacere per lasciare questo territorio e tante persone, dall'altro il grande entusiasmo di una nuova sfida che mi aspetta».