Il fascicolo sullo scandalo dei fallimenti pilotati in Tribunale prende due strade. Da una parte torna a Latina e riguarda la posizione di alcuni imputati nei cui confronti è stata dichiarata l'incompetenza territoriale, dall'altro invece si celebrerà a Perugia. Ieri mattina il collegio difensivo ha scelto strade processuali diverse: dal patteggiamento, al rito abbreviato (un giudizio che prevede la riduzione di un terzo della pena), per altri imputati invece il giudice per l'udienza preliminare Piercarlo Frabotta ha disposto che gli atti tornino a Latina, competente per territorio e quindi il fascicolo dal capoluogo umbro  finirà in via Ezio e in Procura dovranno chiedere il rinvio a giudizio, a seguire poi sarà fissata la data dell'udienza preliminare.  Le scelte processuali degli imputati erano per certi versi prevedibili, alla luce degli elementi che erano stati raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile in fase di indagini preliminari, alle dichiarazioni rilasciate in sede di incidente probatorio dall'ex giudice Antonio Lollo che aveva ammesso i fatti e aveva ricostruito il sistema del patto corruttivo che c'era in Tribunale.  In aula a Perugia si tornerà il 13 luglio per le discussioni con la requisitoria del pubblico ministero Massimo Casucci e a seguire con l'intervento del collegio difensivo, il 20 luglio se non ci saranno delle repliche è prevista la camera di consiglio e a seguire la sentenza. Sono 22 i capi di imputazione per una inchiesta che si compone di oltre 5mila pagine e dove i magistrati inquirenti hanno ricostruito il sistema: dai pagamenti di denaro e altre utilità, tra cui molti regali, agli affidamenti per i fallimenti pilotati, agli incontri, agli accessi abusivi sui computer per trovare notizie di reato. L'Ordine dei Commercialisti si è costituito parte civile nel processo, insieme alle curatele e all'Associazione Caponnetto.