Il segnale non è stato dei più rassicuranti. Ieri mattina il Giudice di pace si è visto costretto a rinviare un'udienza perché l'aula destinata provvisoriamente alle udienze era bollente, colpita dal sole e priva di aria condizionata. Una condizione insostenibile con il caldo di questi giorni, che ha visto il giudice onorario e gli avvocati concordi nel rinviare tutto. La decisione ha causato parecchi malumori, il giudice onorario ha scritto un verbale circostanziato da indirizzare anche al presidente del tribunale di Latina.

Tutto accade perché l'ex tribunale, in cui oggi opera ancora il Giudice di Pace, sta diventando anche sede di altri uffici comunali. C'è già il comando di Polizia locale. Presto arriveranno i Servizi demografici, settore che sconta ad oggi i maggiori disagi tra assenza di privacy e locali piccoli. Per questo, ci sono i lavori in corso. La ditta sta spostando gli arredi, vengono biancheggiate le pareti. Ed è andata a finire che ieri, indisponibile l'aula delle udienze penali, il dibattimento è stato dirottato in una stanza a dir poco impraticabile. Troppo caldo, niente aria condizionata.

L'associazione forense terracinese è già sul piede di guerra, pronta a chiedere al Comune quali siano le intenzioni in merito al mantenimento dell'ufficio del Giudice di pace. Ma a gettare acqua sul fuoco è già arrivata ieri Barbara Cerilli, avvocato anche lei, ma soprattutto delegata alla materia. L'assessore ha voluto rassicurare i colleghi: «Capisco i timori degli avvocati, che oggi sono rimasti disorientati dal trambusto. In realtà si è trattato solo di un imprevisto, e spero di poter dire che già da venerdì tutto tornerà alla normalità. Voglio comunque rasserenare tutti: siamo noi come Comune a garantire la permanenza del Giudice di pace in città, e così continueremo a fare. Sarà disposto il secondo piano dell'edificio, il Giudice avrà un ufficio accanto alla Polizia locale. Spiace per il disguido, i cambiamenti portano sempre un po' di disagio». Insomma, il Giudice di pace c'è e resta. A rimetterci, per ora, le persone che ieri avrebbero fatto l'udienza, e che ora devono aspettare circa 7 mesi.