Dalle prime ore della mattinata odierna (27 luglio 2018), i finanzieri del Comando Provinciale di Livorno, su ordine della Procura della Repubblica labronica, stanno dando esecuzione, con la collaborazione di finanzieri, anche A.T.P.I., dei Comandi Provinciali di Roma (tra i quali taluni in forza al Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della capitale) e di Latina, a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere - emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, Marco Sacquegna - nei confronti di altrettanti soggetti, a vario titolo indagati per i reati di traffico di sostanze stupefacenti e sostituzione di persona, anche mediante la fabbricazione e l'utilizzo di documenti di identificazione contraffatti. L'operazione è stata gestita dalla Guardia di Finanza di Livorno con la collaborazione delle Fiamme Gialle di Latina, Aprilia e Formia. 

Tra i destinatari del provvedimento cautelare figura il fratello di un capo clan di etnia rom operante nella zona pontina, Luigi Ciarelli già conosciuto dalle forze dell'ordine per reati connessi a rapine, usura, detenzione di armi, ricettazione, plurime violazioni delle misure di prevenzione.

L'attività trae origine dal sequestro di oltre 80 chilogrammi di cocaina eseguito nel porto di Livorno da funzionari del locale Ufficio delle Dogane e dai finanzieri del Gruppo di Livorno. Tale droga è stata comunque fatta sbarcare dopo essere stata intercettata in mare, col camion che è stato seguito dai finanzieri, arrivati fino nelle campagne di Aprilia.

La cocaina sequestrata, una volta lavorata e immessa sul mercato con la vendita al dettaglio, avrebbe fruttato 19 milioni di euro.