Via i sigilli dal Bounty Beach di Sabaudia, dopo che l'attività ha ufficalmente rimosso tutte le irregolarità contestate.
Si chiude così la storia legata alla struttura del lungomare, che ha comunque proseguito le attività di noleggio, che era per l'appunto la funzione primaria dello stabile.
La vicenda ha avuto inizio lo scorso 20 luglio, quando il gip del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone ha convalidato il sequestro d'urgenza all'interno del Bounty Beach, disposto dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano ed esegiotp dai carabinieri forestali del Nipaf.
Alla base del sequestro c'era la questione delle autorizzazioni: la struttura, che avrebbe potuto eseguire soltanto attività di noleggio, era diventato uno stabilimento. Infatti, nel motivare il provvedimento cautelare, il pm ha sostenuto che il Bounty Beach - nei confronti del quale sono stati depositati diversi esposti - era ed è autorizzato a svolgere solamente attività di noleggio - attività su cui non è mai gravato il sequestro e che è proseguita -, ma si trattava di fatto, secondo la tesi della Procura, di un vero e proprio stabilimento balneare munito pure di servizi commerciali.
Tre giorni dopo, il 23 luglio, era stato disposto il dissequestro della struttura al solo fine del ripristino dello stato dei luoghi e alla rimozione delle irregolarità riscontrate dalla Procura.
E così è stato: tutte le irregolarità riscontrate sono state rimosse e il Bounty Beach è stato dissequestrato in tutto e per tutto.