Qual è la reale situazione della concessione rilasciata a un privato per un tratto di scogliera nella zona di Quarto Caldo a San Felice Circeo? È un quesito, questo, al vaglio anche della Procura della Repubblica di Latina e la documentazione è sotto la lente del sostituto procuratore Giuseppe Miliano. Quest'ultimo ha infatti richiesto al gip la riapertura del fascicolo che precedentemente era stato archiviato in quanto le innovazioni realizzate sulla concessione (oggetto di un accertamento dei carabinieri forestali) sarebbero state rimosse.
All'attenzione della Procura c'è la concessione demaniale per un tratto di scogliera a ridosso di via delle Batterie. In base a quell'atto, il titolare della società beneficiaria della concessione ha installato alcuni cartelli con cui vieta la "permanenza" nella zona. Oltre a ciò, sono stati effettuati anche alcuni interventi di manutenzione (ad esempio su una piscina in muratura sugli scogli), è stata installata una telecamera di videosorveglianza che guarda verso la scogliera e sono stati anche "arruolati" dei vigilantes per il servizio di guardiania.
La situazione delle Casette ha subito destato interesse. I cittadini si sono mobilitati più volte con sit-in spontanei (l'ultimo qualche giorno fa) e anche la politica si è mobilitata. A fine maggio un esposto in Procura del M5S e poi nei giorni scorsi anche un'interrogazione a firma del consigliere regionale Gaia Pernarella. Tra i quesiti posti: la validità della concessione demaniale, la compatibilità urbanistica degli interventi effettuati e così via. Anche i consiglieri di minoranza Eugenio Saputo, Luciano Magnanti ed Egidio Calisi hanno presentato un'interrogazione indirizzata al sindaco Giuseppe Schiboni e a diversi responsabili di settore. Nella stessa, i tre chiedono per quale motivo il Comune abbia ritenuto di dover chiedere lumi alla Regione per funzioni che da quest'ultima gli sono state delegate. Oltre a ciò, domande anche su aspetti urbanistici. Dal Comune di San Felice, infine, una diffida alla società concessionaria per rimuovere eventuali strutture e attrezzature, nonché per lasciare libera la fascia di cinque metri dal mare. Ora sulla concessione della scogliera indaga anche la Procura.