Una strana moria di pesci è stata registrata in questo fine settimana, ad Ardea, a poca distanza dalla foce del fosso della Moletta, uno dei corsi d'acqua che, dopo aver attraversato l'entroterra, sbocca in mare nel territorio rutulo, a ridosso della locale "Bau Beach".
Ad accorgersene, nell'ambito di un monitoraggio in corso da circa due settimane per analizzare la qualità delle acque attraverso i macro invertebrati presenti, sono stati i biologi dell'associazione onlus "Creature del Mare", ossia Valentina Braccia e Mirko Baruffa.

«Nei primi due sopralluoghi effettuate nelle varie stazioni lungo il fosso, nel tratto compreso fra la foce e il ponte della Litoranea - ha spiegato Valentina Braccia, presidente della onlus, raggiunta telefonicamente -, i macro invertebrati ci segnalavano un bacino leggermente inquinato, sicuramente con dati migliori rispetto ai corsi d'acqua vicini, quali il fosso dell'Incastro o il Rio Torto. Venerdì, però, ci siamo subito accorti che qualcosa non andava, visto che l'acqua era maleodorante: una situazione che ci lascia pensare a una possibile presenza di uno scarico più a monte rispetto alla foce, visto che in questa zona ci sembra difficile un possibile sversamento».

In questo contesto è avvenuto il ritrovamento dei pesci privi di vita: si tratta di diversi esemplari di "Barbo Italico" - una specie piuttosto vulnerabile -, di alcuni cefali che hanno risalito il corso d'acqua dalla foce e di alcune Alborelle. «I pesci dovrebbero essere morti circa un paio di giorni prima del ritrovamento - ha aggiunto la biologa -. Dunque, l'arrivo nel fiume di acqua inquinata potrebbe risalire a Ferragosto. D'altronde, i pesci sono molto sensibili a questo tipo di inquinamento: le tre specie, tra l'altro, sono state trovate senza vita nel giro di quindici metri».

Chiaramente, la situazione sarà segnalata al Comune e alle autorità competenti: «Nell'immediato - ha evidenziato Valentina Braccia - abbiamo raggiunto la ‘Bau Beach' e avvisato i presenti dei possibili pericoli in caso di bagni in mare. La prossima settimana, comunque, faremo ulteriori sopralluoghi per verificare l'evolversi della situazione».

L'auspicio, dunque, è che vengano effettuati controlli sia nella zona di Ardea che in quella di Aprilia. Nel frattempo, dall'associazione - che è attiva da circa tre anni ed è stata impegnata anche nell'analisi dei macro rifiuti in spiaggia e in quella delle micro e meso plastiche abbandonate sull'arenile - si dicono pronti a continuare nel controllo dei corsi d'acqua.

«Vorremmo monitorare tutti i fossi nel tratto di litorale compreso fra Torvajanica e Ardea - ha concluso la presidente di ‘Creature del Mare' -. Come associazione, infatti, ci stiamo occupando del tratto di litorale più antropizzato del Lazio, quello compreso fra Ostia e Latina. A sud di Roma abbiamo la presenza di molti fossi che sono causa di inquinamento: purtroppo, non avendo molte risorse e dovendoci autofinanziare, non possiamo pagare analisi chimiche, ma essendo biologi utilizziamo metodi alternativi (i macro invertebrati, ndr) che sono altrettanto validi per segnalarci lo stato delle acque. Il fosso della Moletta, quindi, è solo il primo di quelli che metteremo sotto la lente».