Non ha accettato la separazione dall'ex compagnia, così voleva ucciderla senza alcuna pietà. Lei è riuscita a divincolarsi proprio nel momento critico, lanciandosi nell'auto di uno sconosciuto con cui ha tentato la fuga dal suo aguzzino. L'uomo li ha raggiunti e speronati con la sua vettura, facendoli precipitare in un canale, per poi infierire su entrambi. Ma è stato fermato dalla polizia. Tragedia sfiorata, giovedì a Terracina, dove è stato arrestato per tentato duplice omicidio, sequestro di persona e stalking, Michelangelo Porretta, 43 anni di Rosarno (Reggio Calabria) ma residente nella provincia di Milano. L'uomo voleva uccidere l'ex compagna, 29 anni di Gaeta, e un uomo di 56 anni, anche lui di Milano, che l'ha salvata. Ieri mattina, nel corso della conferenza stampa, il dirigente del Commissariato di Polizia di Terracina Roberto Graziosi e l'ispettore capo della Polizia Giudiziaria di Terracina Emanuele Lanzuisi hanno ricostruito quanto accaduto.
Una storia di violenze
I fatti sono avvenuti giovedì pomeriggio. Il 43enne, già noto alle forze dell'ordine e con alle spalle sette anni di carcere sempre per tentato omicidio, durante la mattina aveva contattato la donna per chiederle un ultimo incontro. La scusa era quella di rivedere la figlia di soli due mesi, nata dalla storia che i due hanno avuto nella provincia di Milano, dove convivevano prima che la giovane decidesse di tornare a Gaeta, dalla sua famiglia, per allontanarsi dal compagno violento. Ma le intenzioni dell'uomo erano altre: voleva ucciderla e già aveva deciso come fare e dove farlo.
La follia omicida in strada
È proprio nella città del sud pontino che tutto ha avuto inizio. L'uomo si è presentato sotto l'abitazione della ragazza con cui aveva appuntamento, ma non appena la giovane è entrata nella Fiat Punto del 43enne l'incubo ha avuto inizio. Porretta ha cambiato subito atteggiamento, ha sequestrato il cellulare all'ex compagna e ha iniziato a sfrecciare a folle velocità in direzione nord, verso Terracina, dove pare avesse già individuato un luogo in cui uccidere la donna: il tentato omicidio era premeditato.
«Io ti ammazzo - ripeteva l'uomo alla sua ex -. Farò piangere i tuoi genitori così come ho pianto io finora». La ragazza intanto cercava aiuto tra i passanti, ma sono stati tutti tentativi vani. Porretta viaggiava a una velocità tale che era impossibile notare i segnali della giovane. Una volta giunti in una zona di campagna, all'altezza della Migliara 56, l'uomo ha fatto scendere la giovane dall'auto. Qui l'ha minacciata con un coltello stringendole il collo con forza. Era in quella campagna che Porretta voleva ucciderla spingendola giù nel canale.
L'intervento provvidenziale
Approfittando di un momento di distrazione del suo aguzzino, la 29enne è riuscita a divincolarsi e a fuggire. Intorno a lei il nulla, se non un'auto ferma. La giovane si è lanciata dentro al mezzo e ha immediatamente chiesto allo sconosciuto al volante di aiutarla. «Vogliono uccidermi, scappiamo» gridava la ragazza al 56enne nella vettura. Quest'ultimo, una volta visto Porretta armato di coltello, è partito a tutta velocità. L'aggressore ha fatto lo stesso ed è iniziato un folle inseguimento tra le strade di periferia, dove entrambi gli uomini al volante non si sono curati di semafori o precedenze.
Il volo nel canale
Il folle inseguimento si è concluso una manciata di minuti più tardi, quando Porretta, dopo aver speronato più volte la Lancia Delta di fronte, è riuscito a far perdere il controllo del mezzo al 56enne facendo precipitare l'auto nel canale. Momenti di vero terrore per l'uomo e la donna a bordo dell'auto che iniziava ad imbarcare acqua e da cui non riuscivano a uscire per le ferite riportate. Come se non bastasse, in questa circostanza Porretti è sceso dal suo veicolo, si è avvicinato all'uomo alla guida e ha iniziato a sbeffeggiarlo. «Ti sta bene, così ti impari ad aiutarla», diceva al 56enne pensando che da lì a breve sarebbero entrambi affogati.
L'arrivo della polizia
Ma così non è stato, perché la tragedia è stata evitata grazie all'intervento tempestivo del Commissariato di Polizia di Terracina, i cui agenti della Squadra Volante, già nelle vicinanze per un altro incidente, una volta allertati sono immediatamente corsi sul posto, insieme a una pattuglia della Polizia Giudiziaria, salvando le due vittime e arrestando l'aggressore. Dopo le formalità di rito, su disposizione del pm, l'arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Latina con l'accusa di tentato duplice omicidio e sequestro di persona.

Il divieto di allontanamento lo stesso giorno del tentato omicidio
Una storia di violenza, più che d'amore, quella che ha legato l'aggressore alla sua vittima, nonché ex compagna. Ed è paradossale pensare come, proprio giovedì mattina, poche ore prima dell'aggressione, il gip di Cassino aveva inviato al Commissariato di Gaeta un divieto di avvicinamento dell'uomo nei confronti della donna. Un atto che, per questioni burocratiche, non è stato notificato per tempo, ma che fa ben capire il clima in cui viveva la giovane. Il divieto arriva pochi giorni dopo le due denunce presentate dalla donna al Commissariato di Gaeta intorno alla seconda metà di luglio. Ma di precedenti l'uomo ne ha avuti molti. A partire dai sette anni in carcere per tentato omicidio e ai guai con la droga anche se, al momento dell'aggressione, era sicuramente lucido. Infatti, come spiega l'ispettore capo della Polizia Giudiziaria di Terracina, l'uomo aveva premeditato tutto: aveva perlustrato l'area e trovato un luogo isolato dove compiere l'omicidio. Senza contare che, durante il tragitto in auto, ripeteva alla donna che l'avrebbe uccisa e che nessuno avrebbe ritrovato il corpo.

L'appello della polizia: «Non cedete alle lusinghe degli ex violenti»
«Non cedete alle lusinghe degli ex che avete denunciato per violenza». È questo l'appello che il dirigente del Commissariato di Polizia di Terracina Roberto Graziosi, ha lanciato ieri a tutte le donne vittime di stalking e minacce.
Una invito sentito quello del dirigente, che spiega come dire di sì a questo tipo di richieste, conoscendo la persona da cui provengono, rappresenti un forte rischio per la sicurezza delle donne.
Quello che gli ex violenti spacciano per un ultimo incontro chiarificatore, nella quasi totalità dei casi si trasforma nell'apice della follia e, dunque, del rischio per l'incolumità della vittima. Insomma, potrebbe essere veramente l'ultimo incontro.

È stato arrestato ieri pomeriggio, dal Commissariato di Terracina, un uomo del posto che ha tentato di uccidere l'ex compagna. L'arrestato, inoltre, avrebbe tentato di uccidere anche un uomo che aveva tentato di aiutare la donna in difficoltà. I dettagli dell'operazione verranno resi noti nella mattinata odierna in una conferenza nella Questura di Latina.

di: La Redazione