Continuano senza sosta le indagini che i Carabinieri della Compagnia di Terracina stanno conducendo sul caso del tentato furto al bancomat della Banca Popolare di Priverno.
I militari, dopo aver sventato il colpo, intervenendo tempestivamente ed evitando la sottrazione di banconote dallo sportello atm ormai sradicato, hanno messo in fuga i quattro ladri e costringendone uno ad un salto disperato che gli ha causato le ferite che ne hanno decretato poi la cattura.
L'uomo, un 36enne di Foggia, è stato denunciato a piede libero, e alle domande degli inquirenti ha fatto scena muta non rilevando alcun elemento utile.
Ciò non ha frenato i carabinieri della locale Stazione che nella giornata di ieri hanno individuato una seconda auto utilizzata con ogni probabilità dalla banda.
In una delle traverse di via Marittima, quella con cui si esce da Priverno verso la SS dei Monti Lepini, nei pressi dell'Istituto Agrario, gli inquirenti hanno rinvenuto un'Alfa 147 pressoché identica a quella trovata in via dei Volsci, sulla strada che esce dal paese in direzione Roccasecca dei Volsci.
Ciò fa supporre che la banda, evidentemente specializzata nel settore, avesse progettato diverse vie di fuga con opzioni differenti da attivare a seconda delle esigenze.
E questa è quella probabilmente utilizzata effettivamente visto che, mentre nella prima 147 non erano stati ritrovati elementi utili.
All'interno di questa seconda auto, sarebbero stati ritrovati gli indumenti utilizzati dalla banda durante il colpo, vari arnesi oltre ad un ariete in metallo con cui completare eventualmente lo sfondamento dello sportello automatico o dei vetri della porta d'ingresso, se il botto causato mediante saturazione con gas ossi acetilenico, non fosse risultato abbastanza deflagrante.