Si è rivelata una centrale per l'assemblaggio di auto con pezzi di ricambio di dubbia provenienza l'officina chiusa dalla Polizia la scorsa settimana. È quanto emerge dai primi accertamenti che gli investigatori del commissariato romano di Trevi Campo Marzio hanno avviato dopo il sequestro dei locali al chilometro 76,2 della strada Pontina, sede della Smart Group di Marco Zuppardo. Dall'iniziale sospetto l'indagine si sta spostando ora sull'accertamento di reati che vanno dalla ricettazione al riciclaggio.
I poliziotti della capitale erano arrivati a Latina indagando sulla provenienza di una vettura, utilizzata da una donna bosniaca sorpresa a derubare un turista nel centro di Roma. La Renault Laguna con cui si spostava la ladra, infatti, era fittiziamente intestata a Stefano Testa di 38 anni di Latina, denunciato a piede libero perché, traendo in errore il funzionario del Pubblico registro automobilistico, lo ha indotto a intestargli falsamente un'automobile in modo da occultare l'identità dell'effettivo proprietario utilizzatore e agevolare così l'utilizzo illecito del mezzo. Perquisendo la sua abitazione e i luoghi abitualmente frequentati dal prestanome della vettura utilizzata dai rom, gli investigatori sono arrivati proprio all'officina gestita da Marco Zuppardo, col quale Testa collabora.