«È notizia di qualche giorno fa che Ostia ha di nuovo chiesto alla Regione Lazio l'indizione di un altro referendum per staccarsi da Roma e diventare Comune autonomo. Io credo che sia arrivato il momento di affrontare anche a Tor San Lorenzo lo stesso percorso».

È questa l'idea lanciata in settimana da Piero D'Angeli, presidente del comitato di quartiere di Nuova California, che non ha utilizzato giri di parole o mezzi termini per lanciare una sorta di proposta - provocazione che, di fatto, ha già un precedente.

«Qualche anno fa - spiega ancora D'Angeli - furono raccolte migliaia di firme, ma le stesse ancora giacciono in qualche cassetto della Regione Lazio». La storia risale al 1999: in quell'anno venne costituito un comitato promotore per il referendum che avrebbe distaccato Tor San Lorenzo e le zone limitrofe (Nuova California, Colle Romito e Lido dei Pini) da Ardea. Vennero raccolte oltre quindicimila firme - una sorta di plebiscito, visto che gli abitanti dell'epoca erano decisamente meno rispetto ai 25mila di oggi -, che poi furono consegnate alla Regione. Il Consiglio regionale, da par suo, inserì in discussione il punto all'ordine del giorno, ma alla fine non si espresse. In ragione di ciò, nel 2004, venne nuovamente contattata la Regione per avere chiarimenti sul mancato esame della richiesta, ma il silenzio fu tombale.

Di conseguenza, seppure quella procedura potrebbe essere ancora valida, vista la mancata discussione e le firme regolarmente protocollate, ecco la proposta di D'Angeli: «Credo sia arrivato il momento di organizzare di nuovo una raccolta firme per chiedere un referendum - ha aggiunto -, anche perché le normative vigenti vengono in aiuto nella formazione di nuovi Comuni e per i primi dieci anni dalla nascita dello stesso si hanno agevolazioni sia in ambito regionale che, principalmente, da parte dello Stato. Ciò consentirebbe una rapida evoluzione del nuovo territorio per provare a farlo uscire dal profondo degrado in cui è sprofondato».