Altra bocciatura per il ricorso presentato dall'ex sindaco di Nettuno, Angelo Casto, e da undici ex consiglieri comunali del MoVimento Cinque Stelle contro il decreto di scioglimento del Consiglio comunale arrivato a margine delle dimissioni di tredici consiglieri (nove della ex minoranza e quattro esponenti fuoriusciti dalla maggioranza pentastellata).

Il Consiglio di Stato, infatti, ha detto "no" alla sospensiva dell'ordinanza cautelare del Tar del Lazio risalente al luglio scorso, attraverso cui i giudici avevano evidenziato la correttezza di tutte le procedure seguite dal segretario comunale di Nettuno, ma anche dalla Prefettura di Roma e dal Presidente della Repubblica.

«A un prima sommaria delibazione, propria della presente fase cautelare - si legge nella motivazione del 'no' alla sospensiva dell'ordinanza del Tar -, la domanda in epigrafe non sembra assistita dal fumus boni iuris, rivelandosi la decisione di primo grado coerente con le risultanze istruttorie, quali desumibili dalla documentazione disponibile, e aderente alla disciplina di settore, attesa la contemporanea presentazione di atti recanti un numero di dimissioni dalla carica consiliare idonei a determinare, per tempistica, forma e contenuto, il superamento della soglia cui si riconnette l'effetto dissolutorio previsto dall'articolo 141 comma 1 lettera b del decreto legislativo 267 del 2000».

In altri termini, tutto è stato svolto nel modo giusto, rispettando la legge.