La lettera
15.09.2018 - 16:30
E' il rovescio della medaglia. A bocce ferme, 24 ore dopo gli arresti, l'amministratore delegato del Mof, Enzo Addessi interviene. E come scrive è la stessa storia, gli stessi protagonisti e lo stesso ciclone che torna a coinvolgere il Mof e tutti gli operatori onesti. «Ci auguriamo che l'operazione Aleppo, possa estirpare definitivamente il Mof chi vive costantemente nell'illegalità». Addessi poi ripercorre una serie di eventi partendo dall'operazione Sud Pontino: «Gli operatori sani del Mof si sono costituiti parte civile e con tre sentenze è stato riconosciuto il Mof parte lesa con diritto al risarcimento dei danni. A luglio del 2012 insieme al direttore Nardone abbiamo attenzionato le forze dell'ordine sulla presenza di esponenti della famiglia D'Alterio – nel frattempo scarcerati – con altri soggetti identificati come poco raccomandabili. Ad agosto 2012, a norma di regolamento il direttore ha adottato nei confronti di D'Alterio un provvedimento di inibizione permanente di accesso al Mof. D'Alterio - racconta Addesssi - si fece a assumere da un parente e presentò ricorso amministrativo a seguito del quale, sul presupposto che era "preminente l'interesse del lavoratore", il provvedimento venne annullato e D'Alterio venne riammesso ad "operare".
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