Dopo quattro mesi circa di detenzione Francesco D'Antonio ha lasciato nuovamente il carcere. I giudici ancora una volta, agli inizi di settembre, gli hanno concesso la detenzione domiciliare per lo stesso motivo di sempre, ossia l'incompatibilità col regime carcerario causata da una patologia depressiva riconosciuta dai medici. 
 Francesco D'Antonio sta scontando la pena definitiva di 15 anni e sei mesi per concorso nell'omicidio di Matteo Vaccaro, consumato la sera del 31 gennaio del 2011 nel parco Europa di Latina, quando la vittima aveva l'età che oggi ha D'Antonio. I giudici gli hanno attribuito un ruolo di primo piano, definendolo l'ispiratore del delitto, tanto che la condanna è poco più lieve di quella inflitta all'esecutore materiale dell'omicidio, vale a dire Alex Marroni che proprio di recente si è visto negare dalla Suprema Corte di Cassazione la semilibertà in anticipo rispetto al percorso di riabilitazione previsto dalla legge.