Un brutto litigio con la sua fidanzata ed ha deciso di mettere in atto il gesto più estremo che si possa fare: si è avvelenato. Un ragazzo di 30 anni, ieri notte si è tolto la vita ingerendo del veleno per topi.
Una morte terribile che non lascia quasi mai scampo. Il ragazzo infatti ad un certo punto ci ha ripensato, si è reso conto di avere fatto una stupidaggine ma ormai era troppo tardi.
Un vero e proprio dramma che si è consumato ieri notte in un'abitazione che si trova sul Lungomare Caboto a Gaeta.
Ecco una prima ricostruzione dei fatti.
Da una prima ricostruzione dei fatti, pare che tra il 30enne ed una ragazza con la quale aveva intrecciato una relazione da qualche settimana, la sera dell'insano gesto avessero avuto una brutta discussione al telefono. Un litigio che forse è finito con la minaccia della fine della loro storia. Una storia d'amore ancora all'inizio che per il giovane evidentemente rappresentava già una relazione importante.
Tutte ipotesi. Fatto sta che il 30enne ha deciso di farla finita, avrebbe preso il veleno per i topi che aveva in casa e ne ha ingerito una dose, che al momento la quantità non è specificata. Questo sarà l'autopsia a determinarlo. Qualcosa però deve essere scattato nella sua mente che lo ha riportato alla lucidità e di essersi pentito di quanto aveva appena fatto. Allora ha raggiunto l'abitazione della donna che lo aveva preso in affidamento dall'età di tre anni. Una vera e propria mamma per lui. Le ha citofonato intorno alle 2 di notte e le ha detto disperato: «Credo di avere fatto una stupidaggine...». La madre gli ha detto di salire e di prendere un caffè e di parlarne. Lontana da lei l'idea di cosa avesse potuto fare il giovane. Lui le ha risposto che forse era meglio che lei lo accompagnasse in ospedale perchè stava male. La donna quando è scesa giù, si è trovata davanti al portone il ragazzo riverso a terra già in gravissime condizioni: gli usciva bava e sangue dalla bocca. L'emorragia interna che scatena il veleno per i topi era nel pieno.
Subito la chiamata al 118 che trasporta il ragazzo al pronto soccorso. Intorno alle 2.30 il giovane arriva al Dono Svizzero di Formia. Purtroppo qui il ragazzo è arrivato già morto.
I sanitari hanno provato per oltre mezzora a salvarlo con una rianimazione cardio-polmonare, ma niente da fare il cuore non è mai più ripartito. Del caso sono stati interessati i carabinieri della compagnia di Formia, comandanti dal maggiore David Pirrera, che hanno avviato tutte le indagini del caso. In ospedale è anche arrivata anche la fidanzata del 30enne che è rimasta sotto choc alla tragica notizia. I militari hanno ascoltato la mamma e la ragazza per tentare di capire e ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Gli inquirenti al momento non tralasciano nessuna pista, anche se, stando alle prime notizie l'ipotesi del suicidio è quella più accreditata.
Del caso è stato informato il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino di turno che ha disposto l'autopsia che sarà eseguita entro lunedì. L'esame autoptico stabilirà l'esatta causa della morte e le quantità di veleno ingerito.