Corruzione, truffa allo Stato, falso ideologico e turbata libertà del procedimento di scelta. Queste sono le accuse, a vario titolo, che vedono coinvolte sei persone, finite agli arresti domiciliari. L'operazione è stata avviata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, che questa mattina ha dato esecuzione all'ordinanza emessa dal gip Giuseppe Cario, su richiesta dei Sostituti Procuratori Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo.Gli indagati, come risulta nell'ordinanza di custodia cautelare, sono 12. Si tratta di: Raffaele Scirè, Gianfranco Castellano, Luigi Subiaco, Maurizio Filiberti, Giorgio Sottile, Edoardo Subiaco, Anna Sacchetto, Marco Marchetti,  Giorgio Girardi, Carlo Medici, Daniela Falso e Giorgio Ialongo. Agli arresti domiciliari ci sono Sciré, Subiaco, Castellano, Filiberti, Sottile e Marchetti. Nella richiesta del pubblico ministero risultano otto le persone indagate; tra queste, per sei è stata chiesta la misura. 

Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dal Nucleo di polizia economicofinanziaria ed eseguite anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno messo in evidenza un collaudato sistema corruttivo attuato tra pubblici funzionari e professionisti pontini con alcuni imprenditori romani, ai danni di un Comune della provincia di Latina. In particolare, gli indagati, in concorso tra loro, si sono attivati per pilotare l'affidamento del servizio di riscossione dei tributi del Comune di Pontinia, con l'intento di consentire l'aggiudicazione a una specifica società in cambio della promessa di future utilità. Ciò è avvenuto attraverso la predisposizione concordata degli atti propedeutici a detto affidamento.
Nel dettaglio, le promesse illecite sono consistite nell'assunzione della figlia del pubblico ufficiale corrotto presso una delle società interessate, nonché nell'affidamento, a uno dei professionisti coinvolti, dell'incarico di consulente per la gestione del contenzioso legale, derivante dalla riscossione dei tributi.

Corruzione, truffa allo Stato, falso ideologico e turbata libertà del procedimento di scelta. Queste sono le accuse, a vario titolo, che vedono coinvolte sei persone, finite agli arresti domiciliari. L'operazione è stata avviata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, che questa mattina ha dato esecuzione  all'ordinanza emessa dal gip Giuseppe Cario, su richiesta dei Sostituti Procuratori Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo.
Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dal Nucleo di polizia economicofinanziaria  ed eseguite anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno messo in evidenza un collaudato sistema corruttivo attuato tra pubblici funzionari e professionisti pontini con alcuni imprenditori romani, ai danni di un Comune della provincia di Latina. In particolare, gli indagati, in concorso tra loro, si sono attivati per pilotare l'affidamento del servizio di riscossione dei tributi del Comune di Pontinia, con l'intento di consentire l'aggiudicazione a una specifica società in cambio della promessa di future utilità. Ciò è avvenuto attraverso la predisposizione concordata degli atti propedeutici a detto affidamento. 
Nel dettaglio, le promesse illecite sono consistite nell'assunzione della figlia del pubblico ufficiale corrotto presso una delle società interessate, nonché nell'affidamento, a uno dei professionisti coinvolti, dell'incarico di consulente per la gestione del contenzioso legale, derivante dalla riscossione dei tributi. Sono dodici le persone complessivamente indagate. L'operazione odierna s'inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economicofinanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza a contrasto della corruzione e a tutela del buon andamento della Pubblica Amministrazione, degli onesti e della sana competizione tra imprese.

di: La Redazione