ll riconoscimento adesso è ufficiale. La sentenza della sezione civile del Tribunale di Latina è diventata esecutiva ed è arrivato il riconoscimento formale del bimbo con l'iscrizione all'anagrafe del Comune. E' l'ultimo atto di una vicenda giudiziaria molto tormentata iniziata cinque anni fa: una battaglia intrapresa da un imprenditore 47 anni del capoluogo che aveva intrapreso una relazione con una donna molto più giovane di lui: lei aveva 20 anni ed era rimasta incinta e da quando il piccolo era nato, nell'agosto del 2013, non aveva mai fatto vedere il bimbo al padre che si era ritrovato anche a doversi difendere dall'accusa di stalking da parte della donna. «Avevo cercato di contattarla per vedere mio figlio e invece mi aveva denunciato», si era difeso lui, assistito in questa lunga battaglia dall'avvocato Francesca Giuffrida. Quando era arrivato il proscioglimento in sede di udienza preliminare, l'uomo aveva lanciato un messaggio molto chiaro, si era sentito sollevato e aveva pensato a tanti altri papà. «Questa decisione è una speranza per i papà che devono avere fiducia nella giustizia», aveva dichiarato. «Era stato allontanato - avevano scritto i giudici del Tribunale civile di Latina - e la donna non aveva prestato il consenso per il riconoscimento, comunicandogli soltanto dopo la nascita che il bambino poteva essere di altro padre. L'uomo aveva manifestato inoltre la volontà di voler contribuire attivamente all'educazione e al mantenimento del minore». Erano stati i giudici a rivalutare gli appostamenti e le telefonate dell'uomo alla donna. «Vanno lette e contestualizzate nella forte volontà del padre, contrastata dalla madre di riconoscere il bambino. E inoltre ogni tentativo da parte dell'uomo si era rivelato inutile. La ragazza in Tribunale invece aveva sostenuto che l'imprenditore si era invaghito di lei e che tra i due vi era stato un rapporto aggiungendo che appariva improbabile che per un rapporto di una sola sera potesse essere concepito un bambino. L'esame del Dna invece aveva portato alla conferma: il bambino era dell'uomo di 47 anni che dopo essere stato prosciolto dal gup, a distanza di quattro anni da quando è iniziata l'azione civile adesso ha un figlio che può vedere e frequentare.