Hanno risposto alle domande i tre indagati che si trovano agli arresti domiciliari nell'inchiesta Telonai. L'ex assessore del Comune di Pontinia Luigi Subiaco, accusato oltre che di corruzione anche di turbativa d'asta e poi di truffa in merito alle ricette mediche ha spiegato che sull'assunzione della figlia, ritenuta dagli inquirenti un elemento di prova della corruzione, non vi era alcuna connessione. Ha risposto alle domande anche l'avvocato Raffaele Scirè  che ha chiarito la propria posizione  sostenendo che chiedere atti e anche documenti alle aziende rientrava nel suo lavoro. Anche il commercialista Gianfranco Castellano coinvolto nell'inchiesta ha negato le accuse e ha puntualizzato tutto. Per Subiaco è stata chiesta una misura cautelare meno afflittiva rispetto agli arresti domiciliari e il giudice Giuseppe Cario è in riserva. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati  Fevola, Teson e Coronella.