Sono stati rimessi in libertà e hanno lasciato gli arresti domiciliari i due imputati del processo per il sequestro avvenuto nel centro di accoglienza di Al Karama, accusati di aver rapito un tedesco. Mirela Iordache e Baldovin Tomesco sono stati processati nei giorni scorsi davanti ai giudici della Corte d'Assise del Tribunale di Latina. Difesi dagli avvocati Angelo Palmieri, Simona Dominici e Marco Reale, i due stranieri erano stati condannati 4 anni e due mesi e 3 anni e sei mesi di reclusione, una pena inferiore rispetto a quanto chiesto dalla pubblica accusa rispetto anche alle pene previste per questo reato e che arrivano fino a 25 anni quando il sequestro è a scopo di estorsione come era stato ipotizzato in un primo momento.  Il reato alla fine era stato derubricato e la Corte d'Assise aveva accolto la prospettazione della difesa. Una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza, entro novanta giorni, le difese presenteranno ricorso in Corte d'Appello. Le indagini che avevano portato alla liberazione del cittadino tedesco erano state condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Latina e risalgono all'aprile del 2016 quando l'uomo, secondo l'accusa, era stato attirato in un tranello ed era stato tenuto prigioniero in un container al centro di Al Karama. Una versione che è sempre stata sconfessata dal collegio difensivo