A pochi giorni dal via del processo Olimpia fissato per il 16 ottobre in Tribunale, il collegio difensivo dei 37 imputati punta a scompaginare le accuse. A partire dall'ex consigliere comunale di Forza Italia Vincenzo Malvaso. L'operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e che aveva portato nel novembre del 2016 a diversi arresti, tra imprenditori, politici e amministratori oltre che a professonisti del capoluogo, aveva abbracciato diversi fronti investigativi: da quello dell'associazione per delinquere e dei favori del Comune al Latina Calcio che all'epoca dei fatti militava nel campionato di serie B, alla vicenda dei piani urbanistici fino al caso della variante di Borgo Piave e della palazzina che si trova alle porte del capoluogo pontino. L'edificio è finito al centro di tre inchieste e secondo l'avvocato Renato Archidiacono che difende Malvaso sempre per lo stesso reato. Un anno fa si era svolto il processo in Tribunale che si era concluso con una condanna con il ricorso in Appello che è stato già impugnato. Il corposo fascicolo Olimpia era finito in sede di fissazione dell'udienza preliminare al giudice Pierpaolo Bortone che però aveva già emesso la sentenza di condanna della variante Malvaso e quindi il procedimento è andato alla collega Giorgia Castriota. E' una circostanza ritenuta molto indicativa da parte della difesa di Malvaso perchè cristallizza un elemento significa che il proprio assistito non può essere giudicato due volte per lo stesso reato. Nei giorni scorsi era stata presentata una corposa documentazione proprio dal legale di Malvaso tra cui la sentenza del Tribunale del Riesame di Roma che aveva annullato le esigenze cautelari e anche una parte dell'ordinanza che riguardava la vicenda dei piani, il reato delle accuse erano rimaste in piedi. La prossima udienza è fissata per il 16 ottobre poi a seguire un'altra per il 24 ottobre. Alcuni dei 37 imputati sceglieranno il rito abbreviato, altri invece non è escluso che puntino sul dibattimento. L'inchiesta Olimpia era stata coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Miliano e le misure restrittive erano state emesse dal giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli.