Dovevano convertirsi all'Islam e cambiare nome, prima di potere sposarsi e quindi intascare i tremila euro, ovvero la percentuale che spettava a chi accettava di contrarre il matrimonio fittizio che avrebbe consentito a donne straniere di potere entrare nel territorio italiano. Sono le ultime indiscrezioni trapelate sull'operazione denominata "Promessi sposi" condotta dagli agenti del commissariato di Polizia di Stato di Gaeta, diretti dal vicequestore Maurizio Mancini. Un'attività investigativa ha portato all'emissione di sei "avvisi di garanzia con rinvio a giudizio" nei confronti di tre persone residenti nella città di Gaeta ed incensurate: il 49enne G.R., il 58enne D.V.C e il 53enne D.I.P ed ancora nei confronti del 52enne H.S, di nazionalità marocchina, residente a Gaeta, del 52enne S.A., di origine marocchina, residente a Sabaudia, del 26enne D.G.L, con precedenti, residente a Minturno. Le indagini sono partite nel 2017. Venivano contattati uomini di una certa età, celibi e in difficoltà economiche. Sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori ciascuno dei sei nell'organizzazione ricopriva un ruolo ben preciso: chi si occupava della parte burocratica ed economica, gestendo le pratiche ed anticipando le somme necessarie, chi reclutava i futuri sposi e li accompagnava all'aeroporto, e chi, infine, riscuote il denaro. Ed è proprio riguardo i matrimoni all'estero che la pratica diventata più complicata. In sostanza, oltre al matrimonio che veniva celebrato in Italia, ne doveva venire celebrato anche nel paese dove veniva contratto, naturalmente con seguendo il rito religioso del paese. Dunque il novello sposo si stabiliva nel paese estero per qualche mese dove intraprendeva un percorso religioso di conversione all'Islam. Dopo di che cambiava anche il nome - per esempio da Giuseppe a Youssef - e quindi poteva unirsi in matrimonio con la donna. Un lungo percorso per potere arrivare ad intascare il 30% della cifra che le donne erano disposte a pagare per potere entrare legalmente in Italia e potere così costruire un futuro diverso. Il resto della cifra andava nelle tasche degli organizzatori.