I conferimenti degli incarichi in Tribunale avranno un criterio e una logica. La premessa con cui il presidente del Tribunale di Latina Caterina Chiaravalloti ha inviato nei giorni scorsi la circolare sia ai colleghi di piazza Buozzi che agli ordini professionali è molto chiara: «Si rende necessario impartire opportune direttive volte a regolamentare il conferimento degli incarichi ai consulenti tecnici d'ufficio, ai curatori, ai delegati alle vendite e ai custodi».  Tre anni e mezzo fa proprio nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi era scoppiato lo scandalo dei fallimenti relativo agli incarichi affidati nella sezione fallimentare e l'affidamento degli incarichi era stato al centro di una serie di polemiche tra la presidenza del Tribunale allora guidato da Catello Pandolfi e gli ordini professionali. Alla luce della delicatezza e della complessità degli incarichi il presidente ha messo in luce una serie di regole. «Si ritiene equo e ragionevole di fissare nel numero di 20 il limite annuale degli incarichi ad ogni singolo professionista nell'ambito del settore civile, 5 nel settore dei fallimenti, 10 nel settore esecuzioni, 40 per il medico legale, stesso numero per la sezione lavoro, e per il settore assistenza e previdenza a causa dell'elevato numero di pendenze processuali». Sul fronte degli incarichi a curatori fallimentari, commissari giudiziali e liquidatori, il rapporto tra gli organi delle procedure deve essere connotato da un alto livello di fiducia. «E' necessario e opportuno indicare i criteri di base pur ribadendo la natura fiduciaria dell'incarico per garantire un'equa rotazione nel conferimento», ha annotato nella circolare di 11 pagine il presidente del Tribunale. Sono due gli obiettivi del provvedimento: creare le condizioni per la nomina di nuovi professionisti che abbiano già maturato un'esperienza significativa nel settore del diritto concorsuale ed escludere dalle nomine i professionisti che si sono rivelati invece scarsamente motivati.