Sono accusati a vario titolo di rapina e poi anche di estorsione, come nel caso di un alloggio popolare di Latina dove erano entrati con la violenza e a colpi di minacce: l'assegnatario che era uscito dal carcere nel 2017, dopo le minacce di morte era stato costretto a scappare e a vivere su una panchina alla stazione Termini. Sono alcuni dei particolari emersi nel corso dell'indagine condotta da polizia e carabinieri che ha portato all'arresto di sette persone, accusate a vario titolo di rapina ma anche estorsione. L'inchiesta - come ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta in Procura dall'Aggiunto Carlo Lasperanza - hanno testimoniato anche la facilità con cui i telefoni cellulari possono entrare in carcere da dove uno degli indagati ha pianificato alcune rapine. Questa mattina sono stati arrestati Marco e Manuel Ranieri e poi Katiuscia Oliverio e poi Simona Ruisi di Nettuno, il figlio della donna Massimiliano Santachiara e il compagno Christian Santucci di Latina,  devono rispondere delle rapine messe a segno nella sala slot di via del Lido nel luglio del 2017 e poi al Palabowling di via don Torello, in una tabaccheria al Gionchetto e in un ristorante di Nettuno. Nel provvedimento è ricostruita anche la tentata rapina in una banca a Frattocchie, vicino Marino, quando tre persone furono arrestate dalla polizia. Sempre in base a quanto contestano gli inquirenti, era Santucci il punto di contatto tra i due gruppi. Si è rivelata determinante la risposta investigativa della Squadra Mobile e dei carabinieri della Compagnia di Latina per alcuni reati che suscitano profondo allarme nella popolazione. Gli indagati che sono stati arrestati in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pubblico ministero Valerio De Luca, saranno ascoltatati nei prossimi giorni dal gip Pierpaolo Bortone.