Il corpo era in avanzato stato di decomposizione. E' stato l'equipaggio di una nave da carico battente bandiera panamense a notare qualcosa di strano in acqua venerdì, nel tardo pomeriggio, poco prima delle 19, all'imbrunire e a capire che probabilmente era successo qualcosa. In mare aperto c'era una macchia scura e alla fine quando la nave si è avvicinata l'equipaggio ha capito che era un cadavere ed è scattata immediatamente la procedura prevista in questi casi con l'allerta arrivata alla Capitaneria di Porto che una volta che ha ricevuto le coordinate ha raggiunto il punto. Il corpo era molto lontano dalla costa: almeno 40 miglia da Anzio, nel cuore del Tirreno, in mare aperto, quasi a metà strada con le coste nord orientali della Sardegna. La motovedetta classe 800 ha immediatamente raggiunto le coordinate e ha portato a terra il corpo che secondo i primi riscontri potrebbe appartenere proprio a Fabio Falzone 70 anni di Latina anche se la conferma ufficiale non è ancora arrivata. E' il secondo uomo che era sull'imbarcazione svanita nel nulla martedì, mancava soltanto lui all'appello. Nessuno ha per il momento reclamato il corpo che è irriconoscibile. La conferma ufficiale arriverà nei prossimi giorni. A quanto pare l'uomo non aveva il salvagente a differenza invece di Maurizio Baglieri, il compagno di pesca che ha cercato di mettersi in salvo quando ha capito che la situazione era diventata insostenibile e drammatica.
I due corpi si trovano a disposizione dell'autorità giudiziaria al Policlinico di Tor Vergata in attesa dell'esame autoptico disposto dal pubblico ministero per accertare le precise cause del decesso. Sul caso è stata aperta un'inchiesta come è previsto sempre in questi casi ma le speranze di riuscire ad arrivare ad una precisa ricostruzione sono pochissime. Intanto ancora nessuna traccia della barca.