Resta in carcere l'uomo di 69 anni arrestato per aver abusato della moglie e anche di alcuni familiari e che è accusato di aver ucciso il cane Lucky. E' quello che hanno deciso i magistrati romani che hanno accolto in pieno la prospettazione del pubblico ministero Giuseppe Miliano e dei carabinieri della Forestale e che nelle motivazioni hanno sottolineato oltre che la personalità dell'indagato anche che ci sia il pericolo di reiterazione del reato.L'operazione era stata condotta dai carabinieri della Forestale che una volta che avevano raccolto la denuncia della moglie erano riusciti a ricostruire i fatti e quello che accadeva nelle mura domestiche da almeno 15 anni a questa parte. Secondo quanto riferito in una dettagliata denuncia. Il collegio composto dai giudici Roberta Conforti, Laura Previti e Fabio Mostarda hanno sottolineato che le fonti di prova tenuto conto degli sviluppi appaiono idonee a fondare a carico dell'uomo quella qualificata probabilità di colpevolezza che è sufficiente come sostiene la Cassazione per un provvedimento cautelare. I magistrati hanno messo in luce anche il passato dell'uomo. «Risulta gravato da un precedente penale specifico, risalente per violenza carnale e risulta abusare di sostanze alcoliche a causa delle quali spesso come riferito dalla moglie è in stato di ebrezza e ubriachezza ed è un soggetto privo di freni inibitorie e di adeguate capacità di autocontrollo: sono elementi che inducono a ritenere concreto il pericolo di recidiva».