Sono rimasti in silenzio davanti alle contestazioni del giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone i tre indagati dell'inchiesta condotta da polizia e carabinieri che ha portato a sette arresti per rapina e poi a vario titolo anche per i reati di estorsione. Dopo che sabato nel carcere di Civitavecchia dove sono detenuti sia Marco che Manuel Ranieri avevano negato le accuse rispondendo alle domande del magistrato, ieri mattina è stato il turno di Simona Ruisi, 48 anni di Nettuno, del figlio Massimiliano Santachiara e poi di Christian Santucci, sono difesi dagli avvocati Luca Amedeo Melegari e Stefania Petrocchi e hanno scelto la strada del silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere. Per Simona Ruisi è stata depositata anche una istanza per chiedere una misura cautelare meno afflittiva come gli arresti domiciliari e il gip attende l'arrivo del parere del pubblico ministero Valerio De Luca, titolare del fascicolo che in un secondo momento deciderà.
L'audizione
Rapine nelle sale slot, gli indagati in silenzio davanti al gip
Latina - In tre si avvalgono della facoltà di non rispondere. La Ruisi chiede i domiciliari