Completata la prima fase di scavi, c'è attesa da parte degli inquirenti di conoscere che tipo di sostanze si siano mischiate nel terreno scavato nel sottosuolo di un'area adiacente a via Cona del Pozzo, a Sezze Scalo. Mentre la benda dell'escavatore dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Latina smuoveva il suolo e il sottosuolo, infatti, sia il personale dell'Arpa Lazio che i carabinieri del Nipaf di Latina hanno avvertito distintamente un forte odore di idrocarburi. La contaminazione del terreno è anche ipotizzata dal colore della stessa terra smossa, tendente verso il nero. Ora, però, saranno le analisi di laboratorio a chiarire che tipo di sostanze siano presenti e soprattutto se la loro percentuale sia tale da far scaturire un allarme maggiore a quello che sia già innescato. Il terreno in questione è quello subito fuori una ditta attiva in zona ormai da decenni e che produce bulloni. A far muovere le indagini è stato un esposto presentato da un cittadino rimasto anonimo nel febbraio 2017. In tale esposto erano presenti anche delle coordinate che hanno rappresentato il punto del primo scavo effettuato e che non ha dato riscontri. Il lavoro degli uomini del Nipaf, coordinati dal sostituto procuratore di Latina Valerio De Luca, incaricato dell'indagine, ha però fatto il resto, facendo sì che al primo infruttuoso giorno di scavi ne seguisse un secondo, che ha portato invece a risultati pronti a confermare in parte quanto contenuto nell'esposto. Dagli scavi di venerdì, infatti, sono emersi tubi, calcinacci, pneumatici, materiale plastico e soprattutto tracce chiare di idrocarburi, che fanno pensare a una contaminazione diffusa. L'esame del geo magnetometro aveva evidenziato un'anomalia diffusa. Da giugno il perimetro è stato evidenziato dagli uomini della Forestale di Sezze, mentre i carabinieri del Nipaf hanno provveduto a porre sotto sequestro giudiziario un'area di circa 400 metri quadrati. A gettare benzina sul fuoco è il coordinatore locale della Lega, Roberto Reginaldi, che commenta: «È gravissimo: sono convinto che ci siano altri luoghi a Sezze utilizzati per sotterrare rifiuti. Chiederò al consigliere regionale Angelo Orlando Tripodi di predisporre un'interrogazione sull'argomento».