Il Gip del Tribunale di Foggia Armando dello Iacovo ha convalidato sia il decreto di fermo spiccato dalla Procura di Roma per concorso in omicidio, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga; sia l'arresto in flagranza di Yusif Salia, l'immigrato ghanese fuggito da Roma dopo il ritrovamento del cadavere di Desiree Mariottini. Detenzione disposta per il possesso degli 11 chilogrammi di marijuana trovati all'interno della baracca dove l'immigrato si era rifugiato. Questa mattina il Gip ha ritenuto opportuno non procedere con l'interrogatorio per problemi di salute dell'indagato, tenuto in isolamento. «L'interrogatorio era stato fissato prima alle 9 del mattino in tribunale, ed è poi slittato alle 11 in carcere», raccontano alla Gazzetta del Mezzogiorno i legali che difendono il cittadino ghanese, gli avvocati Giovanni Vetritto e Sante Murano. «Ci è stato comunicato - affermano - che il ghanese non può entrare in contatto né con il giudice, né con l'avvocato difensore e con l'interprete. La struttura carceraria foggiana non è dotata di una stanza per l'ascolto munita di interphone, per comunicare con chi è dall'altra parte del vetro». I due avvocati fanno inoltre sapere di essersi riservati di verificare l'eventuale documentazione sanitaria che attesti la patologia del ghanese. L'interrogatorio con grande probabilità sarà rinviato al prossimo fine settimana.