In un primo momento l'inchiesta era contro ignoti, poi i carabinieri della stazione di Latina nel corso di elaborate indagini, sono riusciti ad arrivare al presunto autore di un peculato questa volta con i bollettini del canone della Rai. Dai riscontri incrociati sulla scorta anche delle verifiche condotte dal personale di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza è emerso che E.P., queste le sue iniziali, 36 anni, nato in provincia di Cagliari, incaricato del pubblico servizio di riscossione di imposta per il canone della televisione di Stato, alla fine si era appropriato di soldi che non erano i suoi. Da una serie di incroci tra i soldi versati dagli abbonati della Rai che volevano rinnovare il contratto e la banca dati dove era contenuta la posizione di chi in teoria doveva aver versato i soldi, sono emerse delle incongruenze molto nette ed evidenti.
«Per mezzo di una società di cui era amministratore - aveva sostenuto il pubblico ministero Valerio De Luca nel capo di imputazione - avendo la disponibilità del denaro versato a titolo di pagamento dell'imposta di 112 euro, di molti clienti». I fatti contestati sono avvenuti nel capoluogo pontino tra il dicembre del 2011 e il gennaio del 2012 proprio nel periodo del pagamento del canone della Rai. Le indagini erano scattate nel gennaio del 2015 e la parte offesa nel fascicolo è lo Sportello Abbonamenti sezione distaccata Provinciale di Torino). Tra le fonti di prova che erano state raccolte dagli investigatori in sede di indagini preliminari anche gli avvisi di pagamento che sono arrivati agli abbonati della Rai, in 23 quando pensavano di aver pagato invece si sono ritrovati scoperti. Dopo che era stata chiusa l'inchiesta proprio un anno fa nel 2017, il magistrato inquirente Valerio De Luca aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del 36enne e poi nel corso dell'udienza preliminare, in aula il pm Giuseppe Bontempo ha puntato sulla richiesta di rinvio a giudizio in base anche ai riscontri di natura documentale che erano stati raccolti in fase di indagini preliminari, una prospettazione che è stata accolta dal giudice Giorgia Castriota che alla fine ha disposto per il rinvio a giudizio.