L'inchiesta sul settore urbanistico al Comune di Gaeta, avviata oltre due anni fa dalla Guardia di Finanza, è arrivata ad un punto di svolta. Il 30 ottobre il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Beatrice Siravo, ma la notizia è stata diffusa ieri ufficialmente delle fiamme gialle, ha inviato undici avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettante persone, tra i quali alcuni impiegati dell'ufficio tecnico, funzionari e dipendenti comunali, tecnici privati, imprenditori e proprietari di immobili. A vario titolo e in concorso tra loro, nell'arco temporale compreso tra il 2011 ed il 2015, si sono resi responsabili di vari episodi di corruzione, abuso d'ufficio, falsità ideologica, danneggiamento, e di altre condotte illecite previste dalle norme del testo unico in materia edilizia. Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero dato origine ad un consolidato sistema corruttivo teso ad agevolare il rilascio di autorizzazioni nel settore edilizio. Ad essere stati iscritti nel registro degli indagati e ricevere l'avviso di conclusione della chiusura dell'inchiesta attraverso la notifica del 415 bis, sono Cristofaro Accetta, tecnico del settore urbanistica, Arcangelo Purgato, Salvatore Tallaro, Silvestro De Pasquale, Carmine Di Caterino, imprenditore edilizio, Lilia Maria Pelliccia, funzionaria del settore urbanistica del Comune di Gaeta, Fulvia Marciano di Formia, Alessandro Cifra di Latina, e Gennaro Grieco, di Cassino, Alessandro Liberace, geometra di Formia, Andrea Criscuolo di Latina. Gli undici sono assistiti dagli avvocati Fabrizio De Cesare, Erasmo Colaruotolo, Giancarlo Di Biase, Lara Capitanio, Pasquale Cardillo Cupo. La vicenda prende il via quando i carabinieri di Gaeta sequestrarono un cantiere edile nella zona di Fontania a Serapo di Gaeta, destinato alla realizzazione di un complesso residenziale di circa venti appartamenti. Il complesso residenziale seppure regolarmente autorizzato, presentava delle irregolarità strutturali, paesaggistiche ed ambientali che «funzionari comunali infedeli - si legge nel comunicato diffuso dal comando della Guardia di Finanza - avevano occultato e che l'indagine degli investigatori aveva portato alla luce». Le indagini che ne scaturirono, delegate alla polizia giudiziaria del gruppo di Formia della Guardia di Finanza, consentivano di disvelare tutta una serie di reati contro la pubblica amministrazione che vedevano nella figura di Cristofaro Accetta, il geometra dell'ufficio tecnico del Comune il principale attore. Questi, sempre secondo le risultanze investigative, sfruttando la sua veste di pubblico ufficiale, curava direttamente il procacciamento dei clienti (privati e imprenditori) interessati ad istruire pratiche edilizie di vario genere, veicolandoli verso professionisti compiacenti (geometri, architetti ed ingegneri tutti appartenenti allo stesso studio tecnico) che solo formalmente firmavano i progetti. Il funzionario, poi, si impegnava ad agevolare l'istruttoria di quelle pratiche e provvedeva a spartirsi con professionisti formalmente incaricati il compenso a questi corrisposto dai clienti. Vennero poi eseguite anche delle perquisizioni presso le abitazioni, gli uffici comunali e gli studi tecnici, che consentirono di rilevare e analizzare tutte le richieste ed i permessi a costruire. Gli inquirenti rilevarono profili di illiceità. La procura della repubblica aveva chiesto per i principali protagonisti alcune misure cautelari. Il gip pur condividendo l'assunto accusatorio e quindi ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, ha rigettato la richiesta per il venire meno dell'attualità delle esigenze cautelari. Avverso tale provvedimento la dottoressa Siravo ha proposto appello.