Secondo i giudici del Tribunale del Riesame non c'era un patto corruttivo e non ci sono stati condizionamenti. E' quello che si legge nelle motivazioni dell'operazione Telonai, condotta dalla Guardia di Finanza che aveva portato a diversi arresti per corruzione e turbativa d'asta. Ai domiciliari erano finiti: l'avvocato Raffaele Scirè, l'ex assessore del Comune di Pontinia Luigi Subiaco, Maurizio Filiberti, direttore generale di Kibernetes, una delle società da favorire secondo la prospettazione dell'accusa e Marco Marchetti della società Novares che erano tornati in completa libertà senza alcun vincolo lo scorso 12 ottobre dopo che il Riesame aveva accolto la prospettazione del collegio difensivo composto dagli avvocati Teson, Coronella che avevano impugnato il provvedimento. In quattro pagine i giudici Maria Viscito, Filippo Steidl e Laura Previti hanno riscritto i fatti. Sul fronte della turbativa - secondo il Riesame - non sussistono gravi indizi. «Non è stata accertata la consumazione di interferenze e condizionamenti idonei a porre concretamente in pericolo la correttezza della procedura di predisposizione del bando di gara o di un atto equipollente - hanno scritto - e che la predisposizione dello Scirè degli schemi delle delibere di giunta e di consiglio non costituisce turbativa ma si tratta di atti di indirizzo - ha puntualizzato il Riesame in un altro passaggio - non emerge da alcun passaggio che con promesse e collusioni sia stato turbato il procedimento di formazione del bando».