In aula ieri è arrivata davanti al giudice la conferma: il pass arancione per disabili che permette di parcheggiare nelle aree consentite, come quella del grande parcheggio della stazione ferroviaria a Latina Scalo, era un falso d'autore. Era una fotocopia che sembrava perfetta e poteva tradire anche l'occhio di un esperto. Quel pezzo di carta ha trascinato a giudizio alla fine una donna, la proprietaria di un'auto accusata di falso. Ieri nel corso della prima udienza il dibattimento è entrato nel vivo, sul banco degli imputati un'impiegata residente nel capoluogo pontino, che il giorno dei fatti contestati era andata a Roma insieme al papà un disabile e che ha il permesso. Invece che il pass originale aveva messo una fotocopia ed è per questo che si è ritrovata a processo.  In base a quanto accertato la donna aveva utilizzato un contrassegno per invalidi che da una serie di controlli è emerso in realtà che era una fotocopia, lo ha confermato ieri proprio uno degli investigatori. A fare la scoperta era stato un agente della polizia locale impegnato nei servizi di controllo e in particolare alla stazione ferroviaria e in prossimità dei parcheggi e che si era insospettito, il suo occhio infatti aveva visto qualcosa di strano quando ha incrociato il tagliando esposto sul cruscotto di una Toyota. E' quel punto che erano scattate le indagini che avevano permesso di accertare l'irregolarità e la falsità del tagliando che era stato sequestrato, anche l'auto era stata portata via dalla polizia locale.