I legali di Emanuele Riggione l'uomo arrestato con l'accusa di aver ucciso la compagna a colpi di piccozza lo scorso agosto a Roma e che poi si era costituito al Comando Provinciale dei carabinieri di Latina, puntano all'incidente probatorio per dimostrare l'incapacità di intendere e di volere del proprio assistito, in preda alla cocaina, quando sono avvenuti i fatti e ha ucciso la donna. E' questa la strategia degli avvocati Angelo Palmieri e Adriana Anzeloni che presenteranno la richiesta di incidente probatorio, un esame che secondo la difesa ha come obiettivo quello di raccogliere una prova da utilizzare poi nel corso del processo sia con rito ordinario che con il rito abbreviato, ma questa è una scelta che sarà certamente presa in un secondo momento. Dopo la richiesta la parola passerà al gip del Tribunale che dovrà decidere oppure no se accogliere la richiesta, l'obiettivo della difesa in questa fase è quello di ottenere l'incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti.