La Procura di Latina ha contestato anche il reato di uccisione di animali nei confronti dell'uomo di 69 anni residente nel capoluogo, arrestato perché considerato l'aguzzino di Lucky e per essersi masturbato anche davanti ad alcuni minori oltre che di aver violentato la moglie per molti anni. Nei giorni scorsi sono stati notificati due avvisi di conclusione indagini e intanto il legale dell'uomo, l'avvocato Giovanni Codastefano ha chiesto al gip che aveva emesso il provvedimento cautelare una misura meno afflittiva per il proprio assistito tra cui gli arresti domiciliari o gli obblighi di firma. L'indagato è sempre detenuto in carcere e si trova in isolamento a seguito delle indagini condotte dai carabinieri della Forestale che avevano raccolto la denuncia della moglie ed è a quel punto che l'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Miliano, era decollata, a seguito proprio delle dichiarazioni della donna nei confronti del coniuge. Nel verbale che era finito nel fascicolo della Procura erano stati raccolti molti elementi investigativi ritenuti di primo piano che avevano portato ad ipotizzare la violenza sessuale, i maltrattamenti e in un secondo momento a scoprire che proprio il 69enne era stato l'aguzzino del cane e la sua era una vendetta trasversale nei confronti della donna. Sempre nel corso delle indagini erano emersi anche altri episodi di violenza sugli animali. In una altra circostanza è emerso che il 69enne aveva anche ucciso un pitbull, l'animale si era sovrapposto tra moglie e marito e l'indagato che all'epoca impugnava una pistola aveva aperto il fuoco uccidendo l'animale. La difesa punterà nel corso del processo al rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica.