Il nubifragio del 25 novembre ha determinato l'esondazione di alcuni corsi d'acqua e il conseguente allagamento di tante aziende agricole. I danni all'indotto sono stimati in qualche decina di milioni di euro. «Un migliaio di ettari - scrivono da Confagricoltura - è finito sott'acqua, a seguito dell'esondazione del fiume Sisto che ha gonfiato di conseguenza i canali, provocando l'inondazione dei campi circostanti. La viabilità è letteralmente collassata a causa della frana che ha interessato la Pontina creando di conseguenza problemi alla rete viaria primaria e secondaria. Abbiamo vissuto giorni di vera emergenza». A tracciare un resoconto dei danni subiti dalle aziende è il presidente di Confagricoltura Luigi Niccolini. «Sono andate perdute intere coltivazioni di ortaggi, molte Aziende sono in ginocchio. Serre interamente allagate. Quello che un tempo era concepito come eccezionalità oggi potremmo dire che è diventata quotidianità. In un solo anno abbiamo subito più eventi calamitosi di quanti non se ne fossero verificati negli ultimi trenta anni. È chiaro che i cambiamenti climatici devono farci prendere coscienza che convivere con fenomeni di tropicalizzazione richiede nuovi approcci in agricoltura e nelle aree urbane». «Ci hanno riferito del mal funzionamento delle chiuse e delle idrovore, se è così ognuno dovrà farsi carico delle proprie responsabilità. Ma allo stesso tempo va sottolineato lo scarso senso civico di tutti noi cittadini in quanto i canali erano stracolmi di rifiuti di ogni genere. Va ripensata l'azione di monitoraggio e controllo del territorio ed una diversa gestione delle acque. Va cambiata - aggiunge Niccolini - la logica di gestione del territorio , va creata prevenzione . Tutti gli Enti e per primo il Consorzio di Bonifica devono lavorare in questa direzione. Gestire l'urgenza non è sempre facile, manca programmazione, mezzi e soprattutto una regia univoca del territorio. È giunto il tempo di programmare una nuova azione di Bonifica, in cui gli attori dovranno essere in primis un rivisto e riqualificato Consorzio di Bonifica, senza dimenticare il ruolo rilevante delle Aziende agricole vere fruitrici del territorio e sentinelle di un ambiente sempre più minacciato da un'urbanizzazione incontrollata».