Sui social è tutto un ronzio dispiaciuto per l'allontanamento di Massimo Bortoletto dalla libreria Feltrinelli di via Diaz, di cui è stato Direttore fin dall'inaugurazione. Dispiace anche a noi l'assenza di quel ragazzone gentile e sempre disponibile dietro gli scaffali dei libri, ma lui non vuol saperne di raccontare cosa sia accaduto e quali siano le ragioni del suo licenziamento, perchè di questo si tratta. A forza di scavare per cercare di dare un senso al fatto e cercare di farne una notizia, è venuto fuori che la ragione che ha provocato la frizione tra la casa madre e il Direttore del punto vendita di Latina risieda nella sparizione, più verosimilmente il furto, di un certo quantitativo di cd musicali che non risultano venduti e che non figurano più tra le giacenze di negozio e di magazzino. Niente che possa riguardare direttamente Massimo Bortoletto, la sua integrità morale è fuori discussione anche per l'azienda, ma la questione investe certamente il suo ruolo di Direttore, e dunque di responsabile di tutto ciò che accade nell'esercizio sottoposto alla sua sorveglianza.
Siccome nessuno parla e tutto si dice a mezza bocca, non è chiaro se i cd spariti siano stati sottratti un po' alla volta dagli espositori a disposizione dei clienti, oppure se si sia trattato di un'azione sistematica posta in essere nei magazzini della libreria.
Fatto sta che quando la casa editrice, inventario o meno, ha avuto contezza dell'ammanco, che qualcuno quantifica in circa 15 mila euro di merce, altri dicono addirittura di più, è partita la contestazione formale. E una volta ricevuta la replica dall'interessato, Feltrinelli non ha avuto esitazioni ed ha comunicato ufficialmente il licenziamento. Evidentemente ritenendo che il Direttore della libreria avrebbe dovuto, forse anche potuto, limitare i danni intervento per tempo e in maniera risolutiva. Sembra comunque che una corrispondenza tra Bortoletto e Feltrinelli ci sia stata per segnalare l'inadeguatezza dei sistemi antitaccheggio e la mancanza di un circuito interno di telecamere di sorveglianza, ma pare sia servita a poco, a giudicare dalla piega che ha preso la faccenda.
Adesso è tutta materia per il giudice del lavoro, e non resta che augurarsi che tutto si risolva per il meglio e speriamo a favore del Direttore, benvoluto e stimato dalla comunità dei lettori pontini che frequentano la Feltrinelli.