Resta in carcere Yusif Salia con l'accusa di violenza e omicidio. Il 32enne ghanese è accusato dalla Procura dello stupro e della morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina scomparsa tragicamente nel tugurio di via dei Lucani. Dopo il Tribunale del Riesame di Bari anche quello di Roma - che si era presa qualche giorno di tempo per decidere - ha rigettato l'istanza di scarcerazione presentata dai legali difensivi del cittadino africano, arrestato a Borgo Mezzanone nel foggiano, per detenzione di droga lo scorso 26 ottobre. Il Tribunale di Roma ha riconosciuto a carico di Salia le accuse di violenza sessuale di gruppo e omicidio volontario, le stesse confermate al 27enne senegalese Mamadou Gara, detto Paco. I giudici della libertà invece, avevano fatto cadere queste accuse nei confronti di Brian Minteh, 43anni, e Alinno Chima di anni 47, detto Sisco. I due rimangono comunque in carcere. Sul 47enne, i giudici parlano di un quadro indiziario "carente": non ci sarebbero infatti, elementi sufficienti per stabilire se fosse lui il pusher che ha condotto alla morte la 16enne. Per il Tribunale del Riesame, Chima deve rispondere di violenza sessuale semplice. Per i giudici del Riesame, "si può senza dubbio affermare, alla luce di quanto oggettivamente rilevato dal medico legale che ha analizzato il cadavere e dalla complessiva analisi delle dichiarazioni dei testi, che Desirèe abbia subito una violenza sessuale da parte di più uomini durante le prime ore del pomeriggio del 18 ottobre, con conseguenze compatibili certamente con l'azione esercitata su un soggetto non solo non consenziente ma addirittura inerte".