Una presunta associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale nel settore del commercio di autoveicoli.

E' questo quanto scoperto fra la Capitale e i Castelli Romani dai finanzieri della Compagnia di Velletri che, coordinati dalla Procura della Repubblica castellana, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di sette persone, oltre a sequestrare beni mobili e immobili riconducibili agli indagati per un valore di 14 milioni di euro.

Stando alla ricostruzione effettuata dalle Fiamme gialle dirette dal capitano Angela Luana Vallario, la presunta organizzazione «aveva costruito una fitta rete di società fantasma (le cosiddette cartiere) e posto in essere un enorme giro di fatture false, per importare autovetture di grossa cilindrata, frodare l'Iva - si legge in una nota - e ottenere più ampi guadagni nella rivendita. L'operazione, convenzionalmente denominata 'Need for Speed II' ha permesso di portare alla luce l'articolato sistema fraudolento, che ha visto l'utilizzo e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di oltre 60 milioni di euro, una conseguente Iva evasa per oltre 14 milioni di euro (importo correlato al sequestro) e generato un illecito giro d'affari, tra le decine di imprese operanti su tutto il territorio nazionale interessate alla vicenda giudiziaria, di oltre 600 milioni di euro».

Le indagini, vale la pena evidenziarlo, sono scattate dopo alcune verifiche fiscali condotte nei confronti di concessionarie rivelatesi esistenti solo sulla carta: da quel momento sono scattate intercettazioni telefoniche sulle utenze in uso ai principali responsabili della presunta frode ed è stato messo a punto un lavoro di ricostruzione di movimenti finanziari e passaggi societari. «I soggetti, anche legati da trentennale vincolo di amicizia e tutti provenienti dallo stesso quartiere capitolino - si legge ancora nella nota -, avevano sviluppato peraltro un linguaggio in codice per cautelarsi nelle loro conversazioni (ad esempio, 'fare la velina' significava compilare un bonifico per poi annullarlo entro ventiquattro ore), non 'soddisfatti' di fare sistematicamente ricorso all'utilizzo di apparati telefonici sempre diversi e con schede intestate ad altre persone, completamente estranee all'organizzazione».

Chiaramente, il gruppo si avvaleva anche di altre persone "compiacenti" con ruoli ben definiti (imprenditori, prestanome, faccendieri, commercialisti, società italiane ed estere, consulenti finanziari, avvocati): oltre a frodare il fisco, dunque, si garantiva anche una posizione dominante sul locale mercato automobilistico, potendo evidentemente praticare prezzi più vantaggiosi pur tenendo alto il margine di guadagno. «Il tutto - conclude la nota della Finanza, che riporta anche la denuncia a piede libero di altre 15 persone -  in spregio degli operatori rispettosi delle regole che hanno così subito una forte concorrenza sleale».