Non è una questione di ritardi nell'evasione delle pratiche, gran parte delle case destinate ai padri separati con difficoltà economica restano inutilizzate perché non c'è domanda e i pochi genitori che finora hanno partecipato al bando non hanno i requisiti richiesti dal progetto, tranne uno, ospite degli alloggi di via Scipione l'Africano dalla scorsa estate. Insomma, a Latina non ci sono padri separati indigenti e l'amministrazione Comunale è al lavoro per capire se o tre appartamenti arredati di tutto punto siano utilizzabili per altre finalità sociali. Sperando nella clemenza dei ladri che nel frattempo ne hanno approfittato per rubare una delle nuove caldaie appena installate per rimediare ai danni del furto precedente.
A illustrare la situazione è l'assessore al welfare Patrizia Ciccarelli: «In realtà c'è un avviso pubblico che è sempre aperto, ma finora hanno risposto in pochi e tutti senza requisiti». La decisione di destinare ai padri separati quegli appartamenti, passati al patrimonio comunale in virtù di una convenzione con un'impresa di costruzione, non era stata presa dall'attuale giunta: «Stiamo parlando di un progetto antico, che risale alle precedenti amministrazioni - ricorda Ciccarelli - che hanno ritenuto di individuare questo target che all'epoca aveva la necessità di una risposta prioritaria. Noi ci siamo limitati a tirare fuori questo progetto dalle pastoie in cui era stato abbandonato per riportarlo alla luce. Non abbiamo perso i finanziamenti regionali che si rischiavano di perdere e lo abbiamo messo a regime. Poi abbiamo assegnato uno dei locali all'unico che aveva mantenuto il requisito dei tre genitori che avevano presentato domanda inizialmente e quando abbiamo pubblicato l'avviso hanno risposto in pochissimi, ma tutti senza requisiti».
Già da tempo il Comune è in cerca di una soluzione. «Abbiamo portato questa cosa in commissione - spiega l'assessore Ciccarelli - Questo è un progetto finalizzato ed è finanziato dalla Regione Lazio, quindi non possiamo coinvolgere un'altra tipologia di beneficiari. Per farlo, dobbiamo concertarlo con la Regione, abbiamo già chiesto se possiamo allargare le maglie del bando. Stiamo riflettendo su questo, come sull'ipotesi di darlo in custodia. Purtroppo abbiamo un progetto che non ha un grande appeal e non si può dire che non sia stato pubblicizzato visto che su questo tema si è dibattuto a lungo. Oltretutto questi alloggi sono una delle opportunità che vengono segnalata ai padri separati quando ci sono le prese in carico dagli assistenti sociali».