Inferno è la parola che rende l'idea quando ieri in aula in Corte d'Assise davanti al presidente Gian Luca Soana e al giudice Fabio Velardi, hanno deposto alcuni testimoni nel processo che vede seduti sul banco degli imputati: la zia di Gloria, Loide Del Prete e il marito di lei, il tunisino Saad Mohamed Elesh Salem, accusati di omicidio colposo aggravato e poi anche Hady Saad Mohamed è imputato. In aula ha deposto un medico, un investigatore e un assistente sociale, le dichiarazioni, le espressioni e i concetti hanno portato dritti proprio dentro quella parola: inferno, una prigione a casa a Frosinone, in corso Lazio oppure l'auto, la Bmw da dove Gloria non poteva uscire quando doveva seguire i suoi aguzzini.
La donna di 23 anni è morta per una lesione acuta e molto profonda alla milza, nel giro di almeno trenta minuti in quel viaggio atroce da Anzio fino a Frosinone