"L'Osservatorio Nazionale dell'Amianto,  da tempo impegnata nella tutela dei cittadini anche rispetto al rischio amianto per contaminazione del talco, auspica si faccia chiarezza una volta per tutte. Un modo per evitare i rischi futuri e per indennizzare le vittime, in Italia come negli altri Paesi. L'Ona ha istituito un centro di assistenza per le vittime della contaminazione dell'amianto nel talco. Prima di tutto in chiave preventiva e poi successivamente in chiave risarcitoria. Se ne occupa Antonio Dal Cin, coordinamento nazionale, al quale ci si può rivolgere attraverso il nostro numero verde 800034294". E' questo il commento del presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, avvocato Ezio Bonanni, a pochi giorni dalla comunicazione dell''agenzia britannica Reuters che ha aggiunto: "Con tutto rispetto per l'agenzia di stampa, come Ona abbiamo sollevato il problema della contaminazione del talco con tracce di amianto già dal 2010. Non entriamo nel merito della querelle giudiziaria cui fa riferimento l'agenzia Reuters, né sul fatto che siano i giornalisti a dover fare le inchieste, ruolo che ritengo debba essere affidato alla Magistratura. Parlano per noi le sentenze e quindi anche le decisione d'oltreoceano di condanna a risarcimento dei danni subiti dalle vittime. Prime fra tutti il tumore delle ovaie riscontrato in molte donne che hanno utilizzato talco contaminato".L'Ona in ogni caso stima e rispetta il lavoro dei giornalisti d'inchiesta che, in molti casi, costituiscono il motore dell'azione giudiziaria. La società in qualche modo sospettata di avere posto in commercio il borotalco con tracce di amianto, ha avuto un crollo in borsa e questo non può essere condiviso da Ona e dall'avvocato Ezio Bonanni che invece ritiene doverosa la verifica giudiziaria prima di rendere pubbliche tali notizie. Solo così si può evitare che ci sia una speculazione finanziaria. Per questi motivi l'Ona ha costituito un pool di medici che possano validare o smentire e comunque verificare la sussistenza o meno di eventuali casi di malattia correlata. Solo dove ci una sentenza di condanna, la notizia può essere resa pubblica.
In alcuni casi Ona rende pubblici casi di vittime anche prima della sentenza ma tuttavia dopo avere avuto riscontri medici. Inoltre secondo le fonti giornalistiche, decine di documenti interni dal 1971 in poi, avrebbero certificato la presenza di contaminazione di amianto nel talco senza che di ciò fossero notiziati i consumatori e l'opinione pubblica. Queste informazioni dovranno essere verificate dall'autorità giudiziaria.  Quello che risulta all'Ona è la contaminazione di talco con amianto nella Valchisone, miniere nei pressi di Torino ormai chiuse da anni proprio per la contaminazione del talco con amianto.  Questo rischio era noto alla letteratura medica, come sosteneva da anni ormai il dottor Ahmad. Il medico è stato il primo a segnalare la pericolosità del talco alla comunità scientifica oltre che alla collettività in generale.
Ne ha parlato anche il prof Giancarlo Ugazio, già docente di patologia ambientale