Da novembre 2012 a oggi sono passati oltre sei anni. Più di 2.200 giorni durante i quali i nettunesi sono rimasti - e lo restano tuttora - "orfani" del loro Parcheggione, ossia l'area di piazzale Berlinguer. Prima si pensava al progetto del multipiano interrato voluto dall'amministrazione Chiavetta (centrosinistra); poi, dopo alterne vicende e uno stop ai lavori durato anni, l'amministrazione Casto (M5S) è tornata in possesso dell'area e ha disposto i lavori di copertura della grossa buca, ora divenuta una grande distesa di pozzolana. Poi un nuovo stop, in attesa di un progetto definitivo ancora perso nei meandri del Comune, con un paio di punti riasfaltati e adibiti a qualche posto auto, peraltro a pagamento.

Nonostante questo, cinque amministrazioni (Chiavetta 1, Chiavetta 2, commissario Moscarella, Casto e commissario Strati) ancora non sono riuscite a riconsegnare alla città un'area ritenuta strategica, soprattutto per la sosta dei veicoli a ridosso del centro storico.

Per questo motivo, ieri mattina, primo giorno non festivo dell'anno nuovo, abbiamo raggiunto la zona attigua al piazzale, cercando di carpire le sensazioni dei cittadini e dei residenti del centro, oltre a quelle degli operatori commerciali.

In tanti, fra quelli ascoltati, hanno ricordato come - tempo fa - dal Comune promossero un concorso di idee per sapere cosa realizzare sull'area ricoperta. Da quel momento, salvo un paio di idee (quella di giardinetti e parcheggi a servizio, con tanto di piazza, e quella del "Bosco urbano"), non si è saputo più alcunché.

Tra queste due ipotesi, la "preferita" è certamente la prima: l'idea, infatti, che piazzale Berlinguer possa trasformarsi esclusivamente in un giardino con pochi parcheggi non è ben vista dalla gente. «Questo - spiegano un paio di operatori commerciali della zona - non perché siamo ‘palazzinari' o anti-ecologisti, ma poiché c'è bisogno di un'area ad altro ricambio di parcheggi, al fine di dare respiro ai negozi della zona».

«Se proprio devono fare qualcosa di alternativo al vecchio Parcheggione, che ritengo sia ancora la soluzione migliore, magari regolamentando la sosta - spiega un residente della vicina zona pedonale -, potrebbero predisporre una parte adibita a panchine e verde, privilegiando però la zona a parcheggi. Se serve un po' di verde, si potrebbe pensare ad alberi da porre al centro del piazzale, magari a mo' di spartitraffico».

Intanto, però, si chiede sicurezza: «In un paio di punti - racconta un signore anziano, che ogni giorno transita in zona per andare a casa dei nipoti - la recinzione è stata abbassata per entrare nel cantiere. A volte si vedono anche dei bambini giocare a pallone. Forse sarebbe il caso di ripristinarla».