Il nome della commercialista Daniela circolava tra gli stranieri. Lo dice in una dichiarazione uno straniero preso a sommarie informazioni dalla Squadra Mobile quando racconta che proprio per il suo reddito che non gli permetteva di ottenere il ricongiungimento, si era rivolto ad un connazionale che gli aveva consigliato di rivolgersi alla professionista. E' quello che è riportato nell'ordinanza firmata dal gip Pierpaolo Bortone nei confronti di Daniela Trusiani, sottoposta su richiesta del pm Valerio De Luca al divieto di esercitare la professione sulla scorta delle ipotesi di reato contestate dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza, tra cui il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La commercialista - secondo quanto ipotizzato - aveva istruito e concluso la pratica per il ricongiungimento familiare dietro al compenso di 100 euro in contanti. «Ho pagato 100 euro in contanti e non ho avuto alcuna ricevuta», ha dichiarato l'uomo che agli inquirenti aveva puntualizzato anche che aveva lavorato per una azienda agricola e invece non aveva mai lavorato in altre aziende indicate nelle comunicazioni obbligatorie presentate dalla commercialista.