Il presidente uscente Gianni Lauretti ha presentato la sua squadra, pronta a raccogliere l'ennesima sfida per fare risultato. Oltre a Lauretti i candidati che puntano ad entrare in consiglio sono: Pier Giorgio Avvisati, Antonella Ciccarese, Pietro De Angelis, Angelo Farau, Anna Maria Giannantonio, Aldo Panico, Maria Cristina Sepe, Alfredo Soldera e Patrizia Soscia.   "Sì, puntiamo a dare continuità a quello che abbiamo fatto da 13 mesi a questa parte. Vogliamo proseguire con il nostro programma". ha detto Lauretti.  E sulle polemiche relative alla ineleggibilità di alcuni candidati della sua lista ha aggiunto. "Chi vuole sostenere che la candidatura sia illegittima deve sostenere che il mandato annullato dalla Cassazione sia valido". Nel corso della conferenza stampa di presentazione della lista gialla, come viene chiamata la formazione capeggiata da Lauretti, sono stati diversi i temi affrontati, tra cui la Cittadella giudiziaria e poi anche il bilancio dell'avvocatura pontina da 13 mesi a questa parte con il nuovo consiglio. "Il contributo è arrivato da tutti i colleghi - ha detto Lauretti,  da parte di tutti: da Lucchetti che ha dato il suo contributo, alla Caporilli a Macci, a Latina non ci sono stati problemi di ingovernabilità e siamo riusciti anche ad ottenere dei risultati importanti come incrementare il dialogo con la magistratura, per la prima volta la situazione è quasi normale: a breve arriveranno tre magistrati e la carenza d'organico non è più gravissima come prima. L'unico problema resta quello del giudice di pace". Gli obiettivi sono quelli di aumentare anche le forme di mediazione, alternative alle cause proprio per evitare che il contenzioso possa paralizzare il Tribunale. "Siamo molto attivi da questo punto di vista", ha sostenuto Lauretti. Le elezioni che si svolgeranno il 22 e 23 gennaio, chiameranno alle urne almeno 1000 avvocati, a fronte dei quasi 2000 del Foro di Latina, il secondo del Lazio e tra i più prestigiosi del distretto della Corte d'Appello. Le polemiche relative ai candidati ineleggibili per Lauretti non hanno ragione di esistere. "La sentenza della Cassazione parla chiaro e poi il primo mandato che era stato annullato dalla sentenza è come se non fosse mai esistito". E il paragone è di natura calcistica. "E' come se venisse annullato un campionato di calcio ma un attaccante rivendica i gol che ha fatto che però non contano". Il riferimento è al commissariamento del periodo Bertollini e alle nuove elezioni che erano state indette e avevano portato gli avvocati alle urne nell'ottobre del 2017 e alla composizione del nuovo consiglio direttivo. Sulla composizione della commissione elettorale Lauretti è chiaro. «Ci sono state molte domande, in un numero anomalo rispetto al passato e concentrate nell'ultima ora di chiusura delle candidature. Abbiamo pensato di inserire tutti in modo democratico: sono 30 avvocati con 5 supplenti".