Il ministero dello Sviluppo economico non può rimanere in silenzio rispetto all'istanza presentata quasi un anno fa dalla società di riferimento di un'emittente televisiva locale che intende attivare tre ripetitori di segnale, con uno di questi che dovrebbe essere spostato dall'attuale collocazione di Albano Laziale a quella di Velletri, nella zona di Colle Petrone.

È questo quanto stabilito con una sentenza dai giudici del Tar del Lazio, sede di Roma, che hanno assegnato al Dipartimento comunicazioni del dicastero guidato dal pentastellato Luigi Di Maio un mese di tempo per fornire una risposta alle istanze presentate da una società, «senza che sia possibile ordinare al medesimo di provvedere con statuizioni necessariamente conformi alle istanze di parte ricorrente».

In altri termini, il ministero dovrà dire "sì" o "no" - motivando l'eventuale scelta - al "gap-filler" (l'accensione degli impianti, ndr) di tre ripetitori di segnale che consentirebbero all'emittente di trasmettere i programmi in modo efficiente nella provincia di Roma e in parte della provincia di Latina, come previsto dalla concessione ottenuta in passato.

«Considerato il lungo tempo decorso dalla presentazione dell'istanza, risalente al 15 gennaio 2018 - scrivono i giudici nella sentenza -, è dovere dell'amministrazione interpellata dare riscontro all'istanza presentata». Questo, ricordano i giudici, poiché i documenti inviati tramite posta elettronica certificata sono stati regolarmente ricevuti dalle articolazioni ministeriali e la domanda «non appare né manifestamente inammissibile, né tantomeno infondata».

Dunque, era ed è tuttora dovere dell'amministrazione statale dare avvio al procedimento e concluderlo a stretto giro di posta.