La Procura contesta l'accusa di violazione urbanistica nei confronti delle quattro persone indagate per la realizzazione dei due corpi prefabbricati di Sport 85 in via Piave a Latina, finiti al centro di un sequestro preventivo e poi dissequestrati in un secondo momento dal Tribunale del Riesame che aveva accolto pienamente la prospettazione del legale di uno degli indagati, l'avvocato Francesca Roccato. Anche i giudici della Corte di Cassazione lo scorso luglio si erano pronunciati, rigettando il ricorso della Procura che invece - sostiene nel capo di imputazione - l'intervento proprio in quell'area ha determinato un illecito mutamento. I giudici del Riesame avevano ribadito l'insussistenza del fumus commissi delicti e periculum in mora fino alla mancanza del requisito della concretezza.Secondo la Procura l'opera non avrebbe potuto essere realizzata per un motivo: non è conforme al Piano regolatore generale nel comparto artigianale e industriale in cui si trova l'attività ed è questa la convinzione con cui il pm ha notificato l'avviso di conclusione indagini. La difesa di Sport 85 aveva depositato in Cassazione una memoria corpsa anche con la produzione di documenti e i giudici della Suprema Corte ne avevano condiviso la prospettazione, puntualizzando nelle motivazioni che: la destinazione urbanistica dell'area è da ritenersi commerciale e quindi il permesso di costruire in forza - del quale sono state realizzate oggetto di contestazione - non può ritenersi illegittimo ed il ricorso del Procuratore è infondato.