La cattura di Cesare Battisti è stata congiunta e all'operazione hanno partecipato sia agenti italiani che brasiliani. In base ai riscontri degli investigatori, l'ex terrorista era in Bolivia da diversi giorni e sempre secondo le indagini della Digos, l'ultima localizzazione del terrorista nato a Cisterna,  prima dell'arresto, risaliva a due o tre giorni fa quando si trovava nei dintorni dell'aeroporto di La Paz. La localizzazione è stata possibile grazie a un sistema di controllo sofisticato su una quindicina tra telefoni, tablet e pc intestati a prestanome che hanno permesso di  monitorare i movimenti dell'ex terrorista che al momento dell'arresto aveva dei documenti falsi e in tasca meno di due dollari. L'uomo rientrerà in Italia nelle prossime ore con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma. "Ringrazio le autorità boliviane. È un grazie con il quale sento di interpretare anche il sentimento delle famiglie delle vittime e di tutti coloro che chiedevano fosse fatta giustizia. Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Battisti Non ha tentato la fuga, agli agenti ha risposto in portoghese, poi è stato portato in caserma. La svolta da intercettazioni nelle indagini coordinate dalla procura generale di Milano.