Ammessi i due testi eccellenti del processo Arpalo, i pentiti Renato Pugliese e Agostino Riccardo. Il Tribunale ha invece considerato inutilizzabili le intercettazioni su Pasquale Maietta che all'epoca dei fatti contestati era deputato. La decisione è arrivata ieri sera alle 21 dopo più di un'ora di Camera di consiglio del Tribunale presieduto da Francesco Valentini. Dopo la lettura del provvedimento il pm Claudio De Lazzaro ha deciso di spendere un'altra carta e di chiedere che l'autorizzazioni sulle intercettazioni di Maietta le dia la Camera parlamentare di appartenenza; su questo sia la difesa dell'imputato che la Procura si sono riservati di produrre memorie entro la data della prossima udienza fissata per il 19 febbraio. La giornata processuale di ieri è ruotata interamente attorno alla figura di Maietta, arrivato, a sorpresa, con largo anticipo per la terza udienza di Arpalo, la prima per lui che è il principale imputato e che quando è entrato in Tribunale, l'aria nell'atrio un po' si è fermata. E' cominciato così un altro pezzo del difficile dibattimento sul riciclaggio di denaro legato al Latina Calcio: un'intera udienza dedicata alla battaglia sull'ammissione delle prove. La Procura ha depositato una lista di 58 testimoni, di cui due molto delicati, i due pentiti del clan Di Silvio, Renato Pugliese e Agostino Riccardo appunto. I loro verbali sono diventati «interessanti» per il processo sul riciclaggio soltanto a ottobre scorso quando hanno cominciato a svelare legami che fino a qualche mese prima erano solo ipotizzabili. Tutti gli avvocati difensori si sono opposti all'ammissione dei due collaboratori di giustizia tra i testimoni della pubblica accusa. Irriducibile la contrarietà dell'avvocato Leonardo Palombi, difensore di Pasquale Maietta, che ha sostenuto la impossibilità per la difesa di poter controdedurre sui verbali dei due pentiti in quanto sono pieni di omissis (inerenti altre inchieste) nonché per il ritardo con cui gli stessi atti sono stati messi a disposizione degli avvocati, ossia il 25 ottobre scorso, e con la possibilità di prendere effettiva visione solo il 29 ottobre, ultimo giorno utile. Contrari ad ammettere i due testi anche il difensore di Fabrizio Colletti, l'avvocato Leone Zeppieri, che ha anche sollevato eccezioni sui riferimenti contenuti negli atti a telefonate intercorse col cliente nel 2016. Raffica di eccezioni sui decreti di intercettazione telefoniche e ambientali da parte degli avvocati Francesca Roccato, difensore di Roberto Noce, Gianluca Tognozzi, in rappresentanza di Paola Cavicchi, Francesco Vasaturo, difensore di Giovanni Fanciulli, Gaetano Marino, difensore di Pietro Palombi. Su Fanciulli il Tribunale ha accolto l'eccezione di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dai parenti prossimi citati dalla Procura. L'udienza, però, si era aperta su una questione non meno delicata, ossia la possibilità di utilizzare i provvedimenti di chiusura delle rogatorie in Svizzera, posto che questi sono soggetti ad impugnazione da parte di terzi interessati. Come era prevedibile anche questa fase del processo ha mostrato il suo volto più ispido, quello del legame tra un grosso giro finanziario e la parte peggiore e più temuta della città, il clan Di Silvio, appunto. La collaborazione di Renato Pugliese prima e di Agostino Riccardo poi ha non solo aperto una crepa nel sistema granitico del clan, ma potrebbe aprire altri scenari nel momento in cui i due collaboratori dovessero mettere piede anche in questo dibattimento. La Procura era rappresentata dai sostituti Claudio De Lazzaro, Giuseppe Bontempo e Luigia Spinelli, tornata per questa udienza nonostante il recente trasferimento a Roma. Ed è stata proprio lei ad aver ribattuto punto su punto sulle eccezioni: Pugliese e Riccardo possono essere sentiti perché i verbali sono stati messi a disposizione degli avvocati nelle parti che afferiscono alle contestazioni di Arpalo.