È stata fissata per il 5 febbraio l'udienza nel procedimento civile intavolato contro il Comune di Sabaudia e la ditta dei trasporti per una presunta condotta discriminatoria in riferimento alla fruibilità del servizio per i disabili. Ieri la pubblicazione della delibera con cui la Giunta ha autorizzato il sindaco a resistere in giudizio ed è stato dato incarico al settore competente per procedere con la nomina di un legale. Anche se l'udienza è fissata a febbraio, la vicenda tiene banco ormai da qualche mese.

I ricorrenti hanno chiesto al giudice è quella di ordinare ai convenuti di cessare appunto la condotta ritenuta discriminatoria nei modi più opportuni e oltre a ciò è stata avanzata anche una richiesta di risarcimento per i danni morali lamentati dalle parti attrici assistite dall'avvocato Alessandro Gerardi. 

A settembre, tramite l'avvocato Sandra Salvigni, era intervenuta anche la società. 

«Quanto riportato - affermava nella nota l'avvocato Sandra Salvigni per conto dell'amministratore della società, che a Sabaudia svolge il servizio di trasporto pubblico locale - è puramente fantasioso e frutto di informazioni fuorviere».
Poi il legale aggiunge che «la società è dotata di ben sei autobus che vengono utilizzati per il servizio urbano nelle corse giornaliere, idonei al trasporto di persone disabili e quindi non solo nel periodo estivo come pubblicato e nessuno di questi ha mai avuto modo di lamentarsi».
«L'aver pubblicato nel sito della società la dicitura "per il servizio di trasporto disabili in carrozzella si è pregati di prenotare al numero 0773510334 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle 16 alle ore 19 e 30" è stato fatto - precisa l'avvocato - al solo scopo di dare un servizio efficiente a queste persone e soprattutto di evitare inutili attese nel caso in cui sul mezzo fosse già salito un disabile non essendovi il posto, per come i mezzi sono omologati, per ospitare due carrozzine».
«In ogni tipo di trasporto con mezzi pubblici il servizio a favore dei disabili - così conclude il legale nella nota inviata - viene svolto con queste modalità».

Non solo le spiagge, ma pure i mezzi di trasporto di Sabaudia sarebbero off-limits per le persone diversamente abili in carrozzina, costrette a usufruire di un servizio su chiamata o di quello alternativo che però riguarda solamente le spiagge. Una situazione che, dopo una diffida sostanzialmente ignorata e risalente al mese di maggio, ha portato l'associazione "Luca Coscioni" e Fabrizio Ghiro, protagonista della battaglia delle spiagge senza barriere, a citare in giudizio sia il Comune che la ditta che svolge il servizio per conto dell'Ente.
Il problema di fondo sarebbe uno e cioè che le persone in carrozzina non potrebbero usufruire del servizio autonomamente. Anzi, in alcuni casi non possono neppure salire sui mezzi perché privi delle necessarie pedane e del sistema di aggancio e bloccaggio. La situazione è stata descritta al Comune nella diffida di maggio, alla quale però non è stato dato alcun riscontro. Il Comune, dalla sua, ha dato il via a un servizio "alternativo", ma solo e soltanto per quanto riguarda il lungomare ed esattamente per l'idrovora della lavorazione. Le corse sono limitate: dalle 9 alle 17 e 30; inoltre il servizio terminerà il 9 settembre. E per il resto dell'anno o per raggiungere le altre zone della città?
Sul sito della ditta che si occupa del trasporto pubblico per conto del Comune di Sabaudia si legge che per il servizio di trasporto dei disabili in carrozzella si è pregati «di prenotare al numero 0773-510334 dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30». Un servizio su prenotazione, insomma. Qualora una persona dovesse avere necessità di prendere un bus sul momento, dovrebbe sperare che passi un mezzo adeguato.
Una condotta discriminatoria per l'associazione "Cosconi" e per Fabrizio Ghiro, che ieri hanno depositato un ricorso al Tribunale di Latina trascinando in giudizio sia il Comune che la ditta. La richiesta avanzata al giudice è quella di ordinare ai convenuti di cessare appunto la condotta discriminatoria nei modi più opportuni e oltra a ciò è stata avanzata anche una richiesta di risarcimento per i danni morali lamentati dalle parti attrici assistite dall'avvocato Alessandro Gerardi.

di: Federico Domenichelli